SALUTE. Cancro al seno e all’ovaio: è allarme test genetici

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L’allarme arriva dalle referenti della Onlus “IncontraDonna”, l’associazione no profit che punta a promuovere, con maggiore incisività, la corretta informazione sul tumore del seno.

«L’Italia è ancora carente nei test genetici mirati all’individuazione delle mutazioni BRCA 1 e 2. Il 10% dei carcinomi all’ovaio e alla mammella – spiegano – risultano associati a questi geni il cui rischio è stimato tra il 15 e il 70%».

I test genetici possono essere effettuati in centri specialistici a livello regionale e favoriscono un’efficace arma di prevenzione oncologica. Purtroppo – da qui l’alert d’IncontraDonna Onlus – non trovano la diffusione necessaria e la relativa rimborsabilità in quello che è il sistema-Paese.

«Ogni anno – dice la professoressa Adriana Bonifacino, presidente della Onlus – ci dobbiamo confrontare con 55mila nuovi casi di cancro al seno e 5.200 di carcinoma ovarico. Nel complesso si tratta di 60.200 neoplasie potenzialmente correlate ai due geni. Rispetto alla popolazione generale, è possibile calcolare in oltre 150mila i cittadini portatori delle mutazioni BRCA 1 e 2 sul cromosoma 13 e 17. Parliamo di soggetti femminili esposti in maniera molto seria al rischio d’insorgenza di gravi tumori».

Fin troppo esplicito l’invito affinché le istituzioni preposte si adoperino per l’incentivazione dei test genetici sull’intero territorio nazionale. Test da erogare dopo una corretta anamnesi familiare da parte del medico e una più ampia divulgazione del perché sia oggi fondamentale avere piena conoscenza, nel proprio ambito, di altri “eventi” oncologici misurati nel corso degli anni.

«A nostro avviso – prosegue la professoressa Bonifacino – questo modus operandi potrebbe condurre, in futuro, a registrare numeri ancora più rilevanti di portatori della mutazione. E ciò accadrà sia negli individui adesso sani sia nei pazienti colpiti dai due tipi di mutazione. Ne discenderanno sicuri benefici in termini di cura e profilassi».

Accanto ai numeri delle fredde statistiche mediche, IncontraDonna Onlus affianca le opportunità per l’oncologia italiana derivanti dal buon utilizzo dei fondi previsti nel PNRR.

Sette miliardi di euro stanziati pro Missione Sanità, da destinare altresì alla riorganizzazione e al miglioramento dell’assistenza sanitari sui territori: lotta al cancro non esclusa.

«La pandemia – commentano da IncontraDonna – ha messo in luce grosse criticità rispetto alle cure di prossimità destinate ai malati oncologici e onco-ematologici; pazienti spesso lasciati senza una vera e propria continuità assistenziale. Grande parte del compito viene delegato ai presidi specialistici quando, di contro, l’oncologia moderna non deve prescindere dalla delega ai territori di alcuni servizi e prestazioni».

Oltre a mettere l’accento sulle carenze in ambito oncologico, IncontraDonna ha annunciato che a breve tornerà a occuparsi di due eventi nello specifico: il primo, dal titolo Muoviamoci-Amiamoci; il secondo intitolato Dottore posso chiederle?.

Muoviamoci-Amiamoci, alla guida del quale è il maestro di danza Samuel Perone, prevederà sessioni sportive per le pazienti operate di tumore al seno – dallo yoga alla danza, dal fitness al pilates –; mentre Dottore posso chiederle? si concentrerà sul processo di crescita dell’informazione medico-scientifica attraverso nuovi mezzi di comunicazione come i podcast. L’obiettivo sarà fornire contenuti essenziali, sempre e comunque certificati, in campo clinico-oncologico.

Informazioni sempre aggiornate saranno inoltre reperibili sul sito di IncontraDonna.

Marco Valeriani