
Secondo un’analisi approfondita di fonti locali, il 5 agosto la nave cargo Cosco Jinggangshan, battente bandiera di Hong Kong e appartenente alla società COSCO Shipping Bulk (中远海运散运), è stata ripresa nel porto di Abidjan, Costa d’Avorio, durante le operazioni di sbarco di veicoli corazzati destinati al Burkina Faso.
Non è inusuale per alcuni porti della costa del Golfo di Guinea ospitare navi cargo cinesi cariche di mezzi militari e armamenti. Secondo le tracce dell’AIS (Automatic Identification System), i porti nella regione maggiormente frequentati dalle navi cargo della flotta COSCO sono il porto di Tema in Ghana, Lagos in Nigeria, Kribi in Camerun e Conakry in Guinea. Oltre ad Abidjan, questi porti sono tra i pochi ad avere banchine che permettono l’ormeggio di navi di quel tonnellaggio.
Sulle banchine del porto sono stati avvistati diversi VN22, appartenenti alla famiglia di veicoli corazzati da combattimento cinesi su ruote 6×6 prodotti da Norinco, in configurazione VN22B variante con una torretta armata con un cannone da 105 mm. Questi mezzi presentano due tipi di camouflage differenti, sia desertica sia vegetativa. I VN22B non erano gli unici mezzi corazzati nel convoglio diretto in Burkina Faso. Nel carico sono stati registrati anche PLL-05 e SR5, rispettivamente un mortaio semovente cinese destinato a operare in reparti di fanteria meccanizzata e un sistema missilistico a lancio multiplo (sempre Norinco) abilitato ad utilizzare diversi tipi di razzi, inclusi quelli da 122mm e 220mm.
Il carico di veicoli corazzati destinati alle forze burkinabè, riporta le stesse caratteristiche di diverse grandi operazioni logistiche avvenute tra il 2023 e il 2025. Alcune fonti sostengono che sarebbero circa un centinaio i veicoli corazzati cinesi consegnati al Burkina Faso nell’ultimo anno.
Non solo il Burkina Faso, ma anche il Mali ha ricevuto il primo lotto di 36 veicoli Norinco CS/VP14 Mine-Resistant Ambush Protected (MRAP). Questa consegna fa parte di un ordine più ampio di 160 MRAP CS/VP14. Questi mezzi, scaricati in Guinea e trasportati su strada, mirano a rafforzare le operazioni di controinsurrezione contro i terroristi di JNIM, in quanto questi veicoli sono progettati specificatamente per contrastare gli attacchi con IED. Prima di questa consegna, l’esercito keniota era l’unico operatore noto del CS/VP14, il che suggerisce che la Cina abbia adottato un approccio selettivo nella condivisione di questo particolare modello con i suoi partner.
L’acquisizione di questi veicoli da parte del Mali è indice di una crescente relazione militare con Pechino, una tendenza che è diventata sempre più evidente negli ultimi anni.
Questi dati combaciano con l’aumento dell’interesse cinese nell’area del Sahel, rappresentato dagli evidenti investimenti che le aziende cinesi hanno destinato a questa regione. La stessa Norinco nel 2024 ha stretto una partnership con il governo del Mali, attraverso la sua società Auxin Chemical Technology Ltd, per la costruzione di uno stabilimento per la produzione di esplosivi civili, destinati all’estrazione mineraria e aurifera. Il Mali è il principale produttore di oro nella zona dell’Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale (UEMOA) e possiede ricche risorse minerarie come manganese, ferro e litio. L’estrazione di queste risorse richiede in genere esplosivi industriali, che il Mali attualmente importa.
La cooperazione tra Mali e Cina si va dunque a consolidare. Questo spiega la scelta dei nuovi obiettivi di JNIM. Il 1° agosto alcuni jihadisti hanno attaccato lo zuccherificio Sakula, di proprietà cinese, nella città di Dougabougou nella regione di Ségou sequestrando sei operai cinesi e incendiando l’intero edificio. Dopo appena una settimana, JNIM ha attaccato la fabbrica Nsukala, tra Niono e Markala. Molti veicoli sono stati distrutti, ma non si hanno dati certi su eventuali operatori cinesi sequestrati dai terroristi.
Beatrice Domenica Penali e G. L.
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