SAHEL. Le giunte militari escono dalla CPI: neocoloniale

61

Burkina Faso, Mali e Niger hanno annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale (CPI), descrivendola come uno strumento di “repressione neocoloniale”. 

La mossa, annunciata in una dichiarazione congiunta il 22 settembre, avviene nel contesto degli sforzi delle tre giunte per prendere le distanze dalle istituzioni occidentali e dalla supervisione dell’importante blocco regionale, riporta BneIntelliNews.

I vertici militari dell’Africa occidentale, che hanno preso il potere con successivi colpi di stato tra il 2020 e il 2023, si sono schierati nell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES). Dalla formazione del blocco nel 2023, hanno rafforzato la cooperazione in materia di sicurezza ed economia e hanno cercato di ridurre la dipendenza dall’ex potenza coloniale francese, rafforzando al contempo i legami con la Russia.

A fine gennaio 2025, si sono anche ritirati formalmente dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), composta da 15 membri, che li aveva spinti a stabilire e rispettare le scadenze per il ripristino del regime democratico.

Nella loro dichiarazione, i governi del Sahel hanno affermato che la CPI si è “dimostrata incapace di gestire e perseguire crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimini di genocidio e crimini di aggressione comprovati”. Si sono invece impegnati a creare “meccanismi indigeni per il consolidamento della pace e della giustizia”.

Secondo lo Statuto di Roma, il ritiro dalla CPI entrerebbe in vigore solo un anno dopo la notifica formale al Segretario Generale delle Nazioni Unite. La loro decisione arriva nel contesto di indagini delicate, tra cui il mandato di arresto della CPI emesso nel marzo 2023 contro il presidente russo Vladimir Putin per presunti crimini di guerra in Ucraina.

Ad agosto, la Russia ha ospitato i suoi primi colloqui militari formali con Burkina Faso, Mali e Niger, segnando un passo significativo negli sforzi di Mosca per espandere la propria influenza in Africa occidentale, in particolare nei settori energetico e minerario. L’incontro ha riunito alti funzionari della difesa delle tre nazioni del Sahel, segnando il primo impegno ufficiale tra la Russia e l’AES.

Gli stati del Sahel continuano a combattere le insurrezioni legate ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico. Anche gruppi per i diritti umani come Human Rights Watch e Amnesty International hanno accusato le proprie forze di sicurezza di abusi contro i civili. L’uscita dalla CPI potrebbe ridurre il controllo esterno in un momento in cui l’AES sta consolidando il suo potere e ampliando i legami con la Russia e altri partner non occidentali.

Tommaso Dal Passo

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/