
Sia l’Algeria che il Polisario hanno reagito alla riaffermazione da parte dell’amministrazione Trump della sovranità del Marocco sul Sahara. Il ministro degli Esteri algerino ha affermato di aver “preso atto della conferma da parte del Dipartimento di Stato della posizione degli Stati Uniti, che considerano il piano di autonomia sotto la sovranità marocchina come l’unica soluzione al conflitto”.
La diplomazia algerina ha così espresso il suo “rammarico” per questa decisione, proveniente da “un Paese che è membro permanente del Consiglio di sicurezza, che dovrebbe rispettare il diritto internazionale in generale e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza in particolare”, riporta Yabiladi.
La dichiarazione si conclude ribadendo la posizione tradizionale dell’Algeria: “La questione del Sahara Occidentale è legata soprattutto a un processo di decolonizzazione incompiuto e a un diritto all’autodeterminazione non realizzato”.
Contrariamente a quanto fatto quando la Francia ha fatto lo stesso riconoscimento nel luglio 2024, Algeri non ha condannato la decisione americana, non ha richiamato il suo ambasciatore per consultazioni, non ha annunciato misure di ritorsione economica contro Washington.
Anche il Fronte Polisario si è immesso sulla stessa scia: ”Il governo saharawi e il Fronte Polisario hanno preso atto delle recenti dichiarazioni alla stampa del Dipartimento di Stato americano” esprimendo il suo “profondo rammarico per la manifesta parzialità dell’amministrazione americana a favore delle tesi espansionistiche marocchine contro la Repubblica Saharawi, in flagrante contraddizione con la legittimità internazionale, rappresentata dalle risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza, nonché dalle decisioni delle corti internazionali, africane ed europee”.
Washington, infatti, ha chiesto al Polisario di negoziare una soluzione al conflitto nel quadro della sovranità marocchina e sulla base del piano di autonomia marocchino proposto nel 2007.
Redazione









