SAHARA OCCIDENTALE. L’ONU ribadisce l’esclusività del processo politico

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L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha appena adottato una risoluzione in cui riafferma il proprio sostegno al processo politico condotto sotto gli auspici esclusivi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per la risoluzione della controversia regionale sul Sahara occidentale e ribadisce la definitiva sepoltura del referendum d’autodeterminazione. 

Con questa decisione, l’Assemblea Generale ha confermato la risoluzione adottata dalla 4a commissione lo scorso ottobre.

La risoluzione invita infatti tutte le parti a cooperare pienamente con il Segretario generale delle Nazioni Unite e il suo inviato personale per raggiungere una soluzione politica a questa controversia regionale sulla base delle risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza dal 2007. Sostiene quindi il processo politico basato sulle 19 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dal 2007, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione politica “giusta, duratura e reciprocamente accettabile” alla questione.

La risoluzione, come le precedenti adottate dal Consiglio di Sicurezza negli ultimi due decenni, non cita mai il referendum, considerato definitivamente sepolto sia dal Segretario Generale delle Nazioni Unite che dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riporta Map.

Inoltre l’Assemblea Generale sostiene le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza del 2007, che stabiliscono la preminenza dell’iniziativa di autonomia presentata dal Marocco, accolta dall’organo esecutivo come un’iniziativa seria e credibile per la soluzione definitiva di questa controversia regionale.

Le risoluzioni 2440, 2468, 2494, 2548, 2602, 2654 e 2703 hanno dedicato, come ricordiamo, il processo della tavola rotonda e ne hanno definito, una volta per tutte, i quattro partecipanti, vale a dire Marocco, Algeria, Mauritania e Polisario. Infatti, le risoluzioni 2440, 2468, 2494, 2548, 2602, 2654 e 2703 citano l’Algeria, allo stesso modo del Marocco, cinque volte, riaffermando così il ruolo dell’Algeria come principale parte in questa disputa regionale.

Queste risoluzioni del Consiglio di Sicurezza accolgono con favore anche le misure e le iniziative adottate dal Marocco per la promozione e la tutela dei diritti umani nelle sue province meridionali, nonché il ruolo svolto dalle Commissioni del Consiglio Nazionale dei Diritti Umani a Laâyoune e Dakhla, nonché dalle Commissioni del Marocco interazione con i meccanismi del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Ribadiscono inoltre la richiesta dell’organo esecutivo dell’ONU di registrare e censire la popolazione dei campi di Tindouf e chiedono l’attuazione degli sforzi necessari a tal fine.

Redazione