SAHARA. L’ONU riafferma il suo ruolo centrale politico-militare 

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Misure repressive nei campi, ostruzione del traffico a Guerguarat, rifiuto di ricevere i funzionari civili della Minurso, manovre algerino-Polisario per coinvolgere l’Unione Africana nella risoluzione del conflitto… questi i punti salienti di un nuovo rapporto Onu che accusa il Polisario, firmato Antonio Guterres.

La bozza del nuovo rapporto del segretario Generale delle Nazioni Unite sul Sahara è finalmente conclusa. In questa prima versione, Antonio Guterres afferma innanzitutto di essere persuaso della possibilità di una soluzione politica alla controversia regionale creata intorno al Sahara: «Rimango convinto che una soluzione alla questione del Sahara occidentale è possibile», ha affermato Guterres nella sua relazione. 

Va notato che la nozione di “autodeterminazione”, alla stregua del rapporto precedente, è stata menzionata una sola volta, che è di per sé una grande delusione per il fronte separatista del Polisario e per il suo mentore algerino, rimasti aggrappati all’opzione del “referendum di autodeterminazione”, impraticabile per ammissione delle stesse Nazioni Unite. 

Su questo punto, va sottolineata la rilevante precisazione fatta da Guterres sulla natura della missione della Minurso. Riprendendo a ritroso le accuse del Fronte Polisario, il Segretario Generale delle Nazioni Unite precisa che il ruolo della Minurso è «far rispettare l’accordo di cessate il fuoco», ribattendo alle voci che attribuiscono a questa missione il ruolo di organizzatore di un “referendum per l’autodeterminazione”. 

Ma la “preoccupazione” di Guterres è altrove: «Sono preoccupato per ciò che accade a Guerguarat da un po’ di tempo», scrive, ricordando, tuttavia, di aver messo in guardia contro «l’ostruzione del traffico civile» in questo vitale corridoio terrestre che collega il Sahara marocchino e il nord della Mauritania. «L’aumento del traffico commerciale internazionale attraverso la zona cuscinetto e l’intensificazione delle attività civili svolte per ostacolarla suscitano tensioni in questa zona sensibile», avverte ancora Guterres, indicando senza nominare il fronte separatista del Polisario, l’origine dei sit-in effettuati nel 2019 dai militanti “radiocomandati” da Tindouf, nel tentativo di impedire ai camion di attraversare il corridoio di Guerguarat; «Chiedo che il traffico civile e commerciale regolare non venga interrotto», afferma ancora il segretario Generale Onu.

Un altro motivo di preoccupazione è l’intensificazione del traffico di droga nella zona cuscinetto. A questo proposito, il segretario Generale delle Nazioni Unite menziona in particolare gli ultimi scontri armati che hanno visto opporsi due fazioni della stessa tribù Rguibat, nella fattispecie Souaâd e Labouihat, a breve distanza dal confine settentrionale della Mauritania. Invita così “le parti” ad astenersi dall’utilizzare mezzi militari per combattere il traffico di stupefacenti, al fine di preservare la natura dell’area considerata demilitarizzata, in virtù dell’accordo di cessate il fuoco firmato il 6 settembre 1991.

A questo proposito, il Guterres dà ampio risalto al racconto presentato dalle autorità marocchine che contestano gli attivisti separatisti operanti dall’interno del Sahara per cercare di fomentare disordini. 

Sempre nel registro delle violazioni dei diritti umani, il segretario Generale delle Nazioni Unite si ferma a lungo sulle misure restrittive della libertà di circolazione imposte dal Fronte Polisario alla popolazione di Tindouf. Ha segnalato i numerosi sit-in osservati dai “rifugiati” saharawi per chiedere il recupero del loro diritto di circolare liberamente, in particolare tra Tindouf e la Mauritania settentrionale, dove sono abituati a commerciare per provvedere ai bisogni delle loro famiglie. 

Guterres non ha mancato di menzionare anche la questione delle sparizioni forzate, degli arresti illegali e delle detenzioni arbitrarie perpetrate dal Polisario contro gli avversari. È stato segnalato il caso di Ahmed Khalil, rapito nel 2009 in circostanze misteriose ad Algeri, per non parlare di quelli più recenti di altri oppositori rapiti la scorsa estate e che sono rimasti da allora incarcerati con capi d’accusa singolari quali «intelligenza con il nemico».

Ultimo punto importante, la riaffermazione della leadership delle Nazioni Unite sulla questione del Sahara. A questo proposito, Guterres ha ampiamente riaffermato il solido “sostegno africano” alle Nazioni Unite espresso alla Conferenza di Marrakech (fine marzo 2019), in risposta al convegno dei Paesi dell’Africa meridionale avviato da Pretoria, nel vano tentativo di coinvolgere l’Unione Africana nel processo di risoluzione del conflitto. 

Redazione