S&P declasserà l’Italia

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ITALIA- Roma. L’Italia alle prese con la crisi di Governo dopo l’approvazione della Legge di Stabilità, dovrà affrontare prima i mercati e ancora dovrà vedersela con le agenzie di rating pronte a declassare il giudizio sul nostro Paese. A quanto pare infatti, Standard &Poor’s Dopo aver declassato il rating della Grecia a “selective default”, un giudizio molto negativo, ha deciso di rivedere le sue previsioni sull’Italia attualmente classificato come BBB + a outlook negativo a causa della recessione. 

 

Secondo gli analisti dell’Agenzia infatti se la recessione continua a peggiorare sarebbero i conti pubblici. Il timore principale riguarda le scelte di politica economica e l’eventuale proseguimento di riforme strutturali da parte della nuova classe politica, che si insedierà nei primi mesi del 2013. Incertezza dunque uguale a declassamento.

L’Italia, secondo S&P dovrà passare nelle forche caudine della recessione per tornare a una crescita debole dell’1% nel 2013. I nei del nostro sistema sono sempre gli stessi: banche con il braccino corto nei confronti dell’impresa, conti pubblici non in ordine, export in balia dell’euro, scelte politiche opinabili del nostro governo e arretratezza strutturale. Quello che però andrebbe capito è come mai preoccupano tanto i conti pubblici italiani ma non quelli statunitensi, inglesi o francesi, messi peggio dei nostri. Il timore ora è che tra governo dimissionario e agenzie pronte alla speculazione, lo spread torni a volare.