RUSSIA. Vladimir Putin contro HAL 9000

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Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto la scorsa settimana lo sviluppo di un codice morale ed etico per l’intelligenza artificiale, garantendo al contempo che gli umanoidi non possano sostituire le persone, compresi i capi di Stato: «Oltre a varie restrizioni amministrative e legislative, mi sembra che dovremmo pensare a come sviluppare un codice morale interno per l’intelligenza artificiale», ha detto Putin a una conferenza virtuale sull’Ia.

Putin, riporta Efe, ha sostenuto che l’intelligenza artificiale «non sostituirà mai gli esseri umani», ma può essere d’aiuto «Sì, l’intelligenza artificiale, le macchine, controlleranno le persone in larga misura, come fanno altri strumenti tecnologici moderni, ma una persona deve controllarle», ha detto.

Il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha sottolineato durante la videoconferenza che la tecnologia «deve essere sempre sotto il controllo umano» e che ci devono essere enti di supervisione e di ispezione per prevenire l’uso improprio in ambito criminale ed evitare che contraddica «i valori morali e l’etica fondamentale».

Secondo Putin, l’intelligenza artificiale sta diventando un «fedele assistente» dell’essere umano e apre nuovi orizzonti per l’esecuzione di una serie di compiti che l’umanità deve affrontare, ma non può essere autosufficiente. Ha detto che il ruolo dell’intelligenza artificiale acquisirà maggior peso anche nella pubblica amministrazione, ma ha escluso che si possa diventare, ad esempio, presidente: «Spero di no. Almeno non ora», ha detto.

Ha sostenuto che l’intelligenza artificiale non ha cuore, anima, compassione o coscienza: «Tutti questi elementi sono estremamente importanti per le persone che sono state scelte dai cittadini per eseguire decisioni che vanno a beneficio del loro Paese», ha detto Putin.

Secondo il presidente russo, a volte i presidenti devono prendere decisioni che a prima vista possono sembrare non del tutto razionali, come l’innalzamento dell’età pensionabile o in altri ambiti sociali, ma i capi di stato devono pensare alla storia, alla cultura, alle aspirazioni e alle aspettative dei cittadini, ha detto.

Un presidente, ha aggiunto, deve prendere decisioni non nell’interesse delle macchine, ma nell’interesse degli esseri umani. Allo stesso tempo, ha detto, l’intelligenza artificiale potrebbe essere un buon assistente e insegnante per chiunque, compreso un presidente.

Anna Lotti