Russia-USA: inizia l’era della meccanica celeste

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RUSSIA – Mosca. Per la prima volta si è adottato quello che in gergo “spaziale” si chiama “schema corto di volo” di una navicella con pilota a bordo. La navicella spaziale pilotata “Soyuz”, decollata venerdì scorso dal cosmodromo di Baikonur, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale in sole 8 ore invece di due giorni.

Il volo dell’equipaggio è composto dal comandante Pavel Vinogradov, l’ingegnere di bordo Alexander Misurkin e l’astronauta della NASA Christopher Cassidy.  “Soyuz” ha percorso soltanto quattro orbite anziché le solite 30. Perciò la durata di volo si è accorciata di otto volte. Ciò ha richiesto complessi calcoli preliminari effettuati da specialisti, ha fatto notare Igor Lisov, l’opinionista della rivista Novosti Kosmonavtiki (Notizie di Cosmonautica). È meccanica celeste. Sì perché se con due giorni gli errori e le approssimazioni sono più clementi con lo schema corto di volo bisogna essere perfetti.
L’attracco di “Soyuz” a ISS è avvenuto nell’orario previsto. La durata di volo dell’attuale missione su ISS sarà di 168 giorni. In questo tempo i cosmonauti riceveranno e scaricheranno alcune navicelle cargo russe e americane, e anche un’europea. 42 gli esperimenti, molti di questi nel settore ambientale: prevenzione terremoti, dati utili per la progettazione delle navicelle spaziali.