RUSSIA. Schizzano verso l’alto i prezzi di frutta e verdura

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Nuovi dati di Rosstat , l’agenzia statistica statele russa, mostrano che i prezzi dei prodotti alimentari continuano a salire in Russia, nonostante gli sforzi del governo. I prezzi al consumo sono aumentati del 5,67% rispetto a febbraio 2020. Ad alimentare la crescita è stato l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, che sono aumentati del 7,72% in termini annuali.

Come riporta BneIntellinews. l’aumento dei prezzi alimentari è in corso dal secondo trimestre del 2020, ed è un fenomeno globale. Poiché la domanda è aumentata in Cina, le catene di approvvigionamento sono state colpite dalla pandemia e il tempo avverso ha ostacolato i raccolti, i prezzi alimentari globali sono saliti ai massimi di sei anni. Ma questo aumento dei costi alimentari colpisce le nazioni in modo ineguale. In Russia, i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 6,7% nel 2020: l’inflazione dei prezzi di frutta e verdura, in particolare, è stata del 17,4%.

I russi generalmente sentono questi cambiamenti più dei consumatori dei paesi più ricchi, perché i redditi più bassi significano che una parte maggiore dei bilanci familiari è destinata alla spesa. Secondo The Bell, il cibo rappresenta circa il 40% delle spese delle famiglie russe. A peggiorare le cose, i redditi reali disponibili russi sono diminuiti del 3,5% l’anno scorso. Nell’Ue, al contrario, i redditi disponibili sono aumentati dell’1,5%.

Le autorità hanno cercato attivamente di frenare la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari da dicembre, quando hanno concluso accordi con i produttori di olio di girasole e zucchero per limitare la crescita dei prezzi fino a marzo. A gennaio, è emersa la notizia che il governo potrebbe analogamente muoversi per limitare i prezzi di pasta, uova e cereali. Un mese dopo, il governo ha stabilito quote di esportazione per grano, segale, orzo e mais. Poi, la settimana scorsa, i produttori di pollame e di uova hanno annunciato inaspettatamente che avrebbero congelato i prezzi per due mesi – una decisione che, dicono, è stata presa in maniera “del tutto volontaria”.

Come mostrano i dati Rosstat, queste misure non hanno avuto l’effetto desiderato, e l’argomento è diventato un punto caldo all’interno del governo russo, come dimostra un nuovo progetto di legge presentato alla Duma l’8 marzo, che cerca di criminalizzare le false informazioni sui cambiamenti dei prezzi dei prodotti alimentari socialmente importanti. Secondo il progetto di legge, le notizie false sull’inflazione sarebbero punibili con una multa tra i 200.000 e gli 800.000 rubli o fino a tre anni di prigione. 

L’obiettivo della legislazione è di evitare che la gente crei deliberatamente il panico nei mercati alimentari, portando così i consumatori a fare scorta di prodotti di base come carne, uova, zucchero e burro e gonfiando artificialmente i prezzi.

Anna Lotti