RUSSIA. Rosneft vuole spezzare il monopolio Gazprom sull’export di gas

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Il ministero russo dell’Energia riferirà al governo sul potenziale accesso del gigante petrolifero statale Rosneft alle esportazioni di gas “nei prossimi giorni”, secondo Interfax che riprende una dichiarazione del vice primo Ministro che cura il settore energetico Alexander Novak.

Come riporta BneIntelliNews, recentemente il petroliere più influente della Russia, Igor Sechin, capo di Rosneft, ha rinnovato la sua volontà di permettere alla compagnia di esportare gas attraverso gasdotti, nonostante il monopolio di Gazprom su questo tipo di forniture.

«I lunghi tentativi di Rosneft di rompere il monopolio delle esportazioni di Gazprom potrebbero finalmente dare i loro frutti, con il lancio di Nord Stream 2 e i prezzi record del gas europeo che forniscono l’impulso necessario per cambiare la politica di lunga data», riporta BneIntelliNews il 15 settembre.

Gli analisti vedono il potenziale cambiamento di politica come più negativo per Gazprom che positivo per Ronseft, pur mantenendo una call Buy per le azioni di entrambe le società. Tutti i precedenti tentativi di Rosneft di accedere alle esportazioni di gas via gasdotto sono stati respinti con successo nelle sale del governo da Gazprom.

«Tuttavia, il preannuncio del rapporto può essere un indizio che Rosneft potrebbe incontrare il successo nei suoi ultimi tentativi», attribuendo il passaggio al lancio simultaneo di Nord Stream 2 e ai prezzi record del gas in Europa.

Mentre il business petrolifero di Rosneft è enorme, un ulteriore 10 miliardi di metri cubi di esportazioni, come richiesto, sposterebbe l’ago solo in maniera modesta per entrambe le società. Tuttavia, ci si aspetta ancora una forte resistenza da parte di Gazprom per non permettere ad altri attori di entrare nel settore.

Sechin e la sua compagnia hanno a lungo desiderato il ruolo di Gazprom come maggiore fornitore di gas in Europa. Ma nonostante anni di sforzi di lobbying, non è riuscito a convincere il governo a liberalizzare le esportazioni di gas attraverso gasdotti. Mosca temeva che farlo avrebbe significato far competere tra di loro i fornitori di gas russo sui mercati esteri, facendo potenzialmente scendere i ricavi.

Graziella Giangiulio