RUSSIA. Roscosmos resiste sotto la pressione delle sanzioni

137

Le pesanti sanzioni adottate contro la Russia da USA, Europa e partner NATO, e in un secondo momento anche da Giappone, Australia e Nuova Zelanda, hanno avuto ripercussioni anche nel settore tecnologico e aereospaziale, costringendo il paese di Vladimir Putin ad una rapida riorganizzazione della propria agenda.

Le persistenti tensioni con la Russia hanno segnato una battuta d’arresto per la cooperazione scientifica internazionale nello spazio: l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha rinviato a data da destinarsi le missioni ExoMars e Luna-25-26-27, progettate con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Russa, mentre quest’ultima ha rinunciato alla cooperazione con gli USA sul progetto della stazione interplanetaria senza equipaggio Venera-D. A rischio è anche la cooperazione russa sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), come annunciato all’inizio del mese dal direttore generale di Roscosmos, Dmitry Rogozin, attraverso dichiarazioni rilasciate sui propri canali social di Twitter e Telegram. Tuttavia, nel corso dell’incontro con il Presidente Putin tenutosi lo scorso 12 aprile, durante la Giornata della Cosmonautica, Rogozin ha rassicurato il Cremlino sulla solidità dell’industria spaziale russa, che continuerà a crescere ed evolversi, rispettando i progetti in calendario.

Dopo l’approvazione da parte del governo russo del progetto federale “Sphere” per lo sviluppo di un nuovo sistema satellitare multifunzionale, Roscosmos ha creato un nuovo operatore satellitare, denominato “Sphere – Space Information Technologies”. La nuova società, nata dalla riorganizzazione della joint venture tra Gonets Satellite System e la società britannica OneWeb a seguito della fine della collaborazione tra Roscosmos e OneWeb, sarà impegnata nel funzionamento e nella fornitura di servizi basati sui sistemi inclusi nel progetto federale “Sphere”, che prevede la creazione di cinque costellazioni di sorveglianza e cinque di comunicazione. Il nuovo operatore lavorerà in stretta collaborazione con gli operatori satellitari nazionali FSUE Space Communications e Gazprom Space Systems.

Nonostante le sanzioni, continua lo sviluppo del nuovo cosmodromo di Vostochny, all’interno del quale proseguono i lavori per il test del nuovo veicolo di lancio Angara 1.2 previsto per dicembre 2023.

Nel frattempo, il 20 aprile scorso si è svolto con successo il test del RS-28 Sarmat, un missile balistico intercontinentale, destinato a sostituire il R-36M2 e che Roscosmos prevede di distribuire alle forze strategiche missilistiche nel prossimo autunno. Sarmat, ribattezzato dalla NATO “Satan-2” in onore del suo predecessore, combina un’irresistibile potenza d’attacco con un portata di 18.000 chilometri ed è in grado di raggiungere l’obiettivo per qualsiasi via, anche attraverso i Poli Nord e Sud. Una volta in volo, il razzo, lasciando cadere gradualmente gli stadi, rilascia blocchi sia da combattimento sia falsi che si muovono lungo una traiettoria imprevedibile per il nemico e a velocità ipersonica. Con le sue 200 tonnellate Sarmat risulta praticamente impossibile da abbattere.

Il settore che, invece, ha risentito maggiormente delle sanzioni è quello della microelettronica, essenziale per la realizzazione dei veicoli spaziali e i cui prodotti la Russia era solita per la gran parte importare. In risposta ai recenti impedimenti sono stati creati all’interno di Roscosmos una holding di strumentazione spaziale (RKS) e centri di progettazione. In particolare, gli specialisti del Centro russo di microelettronica dei sistemi spaziali hanno da poco sviluppato una tecnologia per la lavorazione in gruppo di microcomponenti di quarzo e silicio per accelerometri e giroscopi, prodotti cruciali per la navigazione e il controllo delle apparecchiature spaziali e dell’aviazione. I nuovi sistemi microelettromeccanici sono più leggeri, funzionali e precisi dei precedenti, permettendo alla navigazione inerziale (dove le informazioni su posizione, velocità e accelerazione di un dato veicolo sono fornite senza la necessità di riferimenti esterni o dispositivi di radiocomunicazione) di essere eseguita automaticamente dai sistemi di bordo.

La volontà della Russia di reagire alle sanzioni è forte tanto quanto la necessità, ora prioritaria, di divenire completamente indipendente nel settore.

Ludovica Pelachini