RUSSIA. Roscosmos cerca soldi nonostante le “spacconate” di Rogozin

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Dmitry Rogozin, capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, non è il tipico burocrate russo. L’ex diplomatico si è fatto un nome con tweet provocatori e rivendicazioni esuberanti; oltre che guidare il programma spaziale sovietico durante anni di scandali di corruzione e stagnazione tecnologica.

La Russia sta anche perdendo la sua quota di mercato nei lanci di satelliti: il suo nuovo Cosmodromo di Vostochny, costruito appositamente per spedire satelliti nello spazio, è sottoutilizzato, e la sua costruzione, ancora in corso, è costellata da scandali e corruzione.

Nominato nel 2018 come capo di Roscosmos dopo aver lavorato come vice primo Ministro, e prima ancora ambasciatore della Russia alla Nato, Rogozin ha lottato per riportare il programma spaziale ai giorni di gloria del 1961, quando l’Unione Sovietica lanciò il primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.

Dopo aver subito umiliazioni per mano della Nasa e di Space X, Rogozin ha iniziato a vantarsi dei grandi piani della Russia per recuperare il ritardo, compresa una missione su Venere e un razzo capace di 100 voli di andata e ritorno nello spazio. Ma molti osservatori sono scettici: «La Russia non ha alcun nuovo veicolo spaziale (…) C’è solo un modello», riporta Digital Journal.

Per quanto riguarda la missione su Venere, data la complessità del compito, gli scienziati russi non ci stanno nemmeno pensando prosegue sul giornale. Gli esperti ritengono che il vero obiettivo delle grandi dichiarazioni di Rogozin è quello di convincere il Cremlino a iniettare somme di denaro più grandi nel bilancio della Roscosmos.

Ma lo spazio non è una priorità per il presidente Vladimir Putin, che è più concentrato sul consolidamento della potenza militare della Russia.

Prima di assumere la direzione di Roscosmos, Rogozin era un politico nazionalista la cui carriera è decollata nel 2003 è profondamente fedele a Putin e gli oppositori hanno ipotizzato che il suo partito fosse un progetto del Cremlino volto a incanalare il voto nazionalista.

È stato inserito nella lista nera e sanzionato dagli Stati Uniti nel 2014 per l’annessione della Crimea da parte della Russia e nel 2019 la Nasa ha rimandato una visita programmata di Rogozin negli Stati Uniti dopo le proteste dei legislatori. Recentemente aveva scherzato sul fatto che la Russia avrebbe inviato una missione sulla luna per “verificare” se gli sbarchi lunari della Nasa fossero mai avvenuti.

Anna Lotti