RUSSIA. Per l’SVR, le accuse per il caso Skripal coprono l’umiliazione afgana

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Sergey Naryshkin, il capo dei servizi segreti esteri della Russia, Svr, ha detto che le mosse della Gran Bretagna per perseguire i tre russi ritenuti responsabili dei casi Litvinneko e Skripal potrebbero essere un «tentativo di distrarre il pubblico dalla vergognosa uscita dall’Afghanistan, principalmente da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati (…) A mio parere, è un tentativo di usare un’altra bugia per coprire o sostenere una bugia precedente (…) Inoltre, visti i recenti sviluppi in Afghanistan, è anche forse un tentativo di distrarre il pubblico dalla vergogna, la fuga dall’Afghanistan principalmente delle truppe statunitensi e dei loro alleati, compreso il Regno Unito (…) È un tentativo di distrarre il pubblico dal fatto che la Nato non è più in grado di mantenere la sicurezza in varie parti del mondo».

Nei giorni scorsi, il governo russo è stato accusato di essere dietro la morte di Alexander Litvinenko e l’avvelenamento di Serghej Skripal. Sono stati questi infatti i risultati di due sentenze emesse nelle ultime settimane da due procedimenti giudiziari a Strasburgo e a Londra.

Nel primo caso la Corte Europea per i Diritti Umani ha giudicato la Russia responsabile dell’avvelenamento dell’ex agente KGB e dissidente Aleksandr Litvinenko, ucciso a Londra nel 2006 attraverso una dose di Polonio radioattivo. La CEDU si è espressa sul ricorso presentato dalla vedova Litvinenko, concordando con quanto già riportato da un’inchiesta britannica di 5 anni fa: i due killer russi Andrej Lugovoj e Dmitrij Kovtun, si sono mossi «come agenti dello Stato russo» sostenendo inoltre che l’assassinio era stato «probabilmente approvato» da Putin in persona.

Nel secondo caso, la Procura della Corona ha autorizzato l’incriminazione di Denis Sergeev, un agente russo considerato il coordinatore del commando di due uomini che tre anni fa avvelenò a Salisbury col nervino l’ex spia Serghej Skripal e sua figlia Yulia, i due sopravvissero, tuttavia, alcuni mesi dopo una donna britannica, Dawn Sturgess, trovò in un parco una fiala abbandonata col veleno e rimase uccisa.

Le tre persone incriminate dell’attacco erano agenti del Gru, i servizi segreti militari russi, ed erano stati responsabili di altre azioni di assassinio e sabotaggio in giro per l’Europa (la famigerata Unità 29155 del GRU): e secondo i britannici «solo lo Stato russo aveva i mezzi tecnici, l’esperienza e le motivazioni per portare a termine l’attacco» a Salisbury.

Benché avvenuti in due momenti ben distanti tra loro, i casi Litvinenko e Skripal sono accomunati dal fatto che si trattava di agenti segreti russi che erano passati dalla parte dell’Occidente: il primo era diventato un aperto critico del Cremlino mentre il secondo aveva preso a collaborare con i servizi britannici. Secondo gli inquirenti, dunque, agli occhi di Putin, due «traditori» la cui morte doveva servire da monito per tutti.

Salvatore Nicoletta