Mosca ammassa oro

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ITALIA – Roma 13/11/2014. La Russia sta approfittando dell’abbassamento dei prezzi dell’oro per farne incetta tramite la sua banca centrale.

Questo ammasso, legato alla chiusura verso le società di audit occidentali ( vedi AGC: Duma: mai più audit stranieri per le aziende pubbliche) potrebbe essere letto come un altro preparativo per una possibile lunga guerra economica con l’Occidente.
L’ultima ricerca del World Gold Council (Gols Demands Trends Q3 2014) rivela che il Cremlino ha ammassato 55 tonnellate do oro, molto più di qualsiasi altra nazione, tra luglio e settembre scorsi quando i prezzi hanno cominciato a indebolirsi.
Il governo di Vladimir Putin ha triplicato le scorte auree a circa 1.150 tonnellate nel corso dell’ultimo decennio. Tali riserve potrebbero dare al Cremlino la capacità di poter compensare i forti cali del rublo.
La valuta della Russia è sotto pressione per le sanzioni Usa e Ue e il calo dei prezzi del petrolio ha iniziato a danneggiare la sua economia. I ricavi derivanti dalla vendita di petrolio e gas arrivano a coprire circa il 45% delle entrate di bilancio del governo russo. I maggiori acquirenti di oro, dopo la Russia sono altri paesi della Comunità degli Stati Indipendenti, come Kazakhstan e Azerbaijan. Nel complesso, il World Gold Council ha detto che la domanda mondiale di oro è scesa di 2 punti percentuali anno su anno arrivando a 929 tonnellate nel terzo trimestre 2014, mentre i prezzi dell’oro al commercio sono scesi di circa il 7% da ottobre arrivando a circa 1.160 dollari per oncia.