RUSSIA. Mosca testa le nuove armi tecnologiche in Ucraina e investe sulle tecnologie spaziali

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Della guerra in Siria, il mondo ha avuto in diretta l’effetto della sperimentazione delle nuove armi in teatro. Non c’è, secondo i produttori di armi, miglior modo per testarle che usarle in un conflitto vero. E questo sta succedendo anche nel conflitto ucraino-russo.

La Russia, avrebbe testato, secondo Dmitry Rogozin, politico e imprenditore russo, un sistema di contromisure con cupola a barriera nel Donbass. Gli ingegneri di un’azienda russa hanno testato il sistema di guerra elettronica e ricognizione tattica Barrierdome contro i droni degli avversari. I test sono stati condotti sia nel poligono di tiro del battaglione Pyatnashka che sulle linee di contatto diretto con le forze armate ucraine. I test del complesso con diversi tipi di UAV hanno dimostrato un’elevata efficienza. Gli specialisti erano convinti che in diverse aree del fronte questo complesso creasse una cupola impenetrabile per i droni.

«Abbiamo intenzione di fornire al nostro cliente la documentazione necessaria su questi test effettuati in condizioni di combattimento, in modo che questo sistema possa essere replicato nella quantità richiesta per tutte le nostre unità militari che stanno combattendo il nemico high-tech», ha dichiarato Dmitry Rogozin.

Inoltre, si segnala, che le autorità del Territorio del Trans-Baikal hanno annunciato l’inizio della produzione di droni per aiutare i partecipanti all’Operazione militare speciale.

Sempre in materia di innovazione tecnologica la Russia guarda allo spazio. Il lancio del primo satellite privato russo per l’Internet delle Cose è previsto per il 2024, ha dichiarato a RIA Novosti la SR Space, che sta preparando il dispositivo. Ciò suggerisce che SR NET diventerà in futuro l’equivalente russo del sistema satellitare Starlink.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Roscosmos che ha annunciato il 17 novembre l’intenzione di aumentare la produzione di satelliti a un veicolo al giorno. Questo sarà possibile dopo il passaggio alla produzione in serie a partire dal 2026, ha dichiarato Yury Borisov, capo della società statale.

«Attualmente produciamo 15 satelliti all’anno, tecnicamente è possibile aumentare la produzione fino a 40. Ma anche questo non è sufficiente. Dopo il passaggio alla produzione in serie, prevediamo di assemblare un satellite al giorno», ha dichiarato. Secondo lui, il fatturato dell’industria spaziale nel mondo è di circa 469 miliardi di dollari.

Graziella Giangiulio

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