RUSSIA. Mosca stringe la presa sulla Rete: Telegram rallentato e WhatsApp già chiuso

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Il governo russo sta periodicamente bloccando la connessione internet in diverse regioni della Russia, limitando al contempo i servizi di messaggistica Telegram e WhatsApp e disattivando decine di reti private virtuali (VPN) che possono essere utilizzate per aggirare i divieti su siti e app.

Nell’ultima settimana, riporta Reuters, internet mobile è stato completamente bloccato ogni giorno in alcune zone del centro di Mosca, San Pietroburgo e altre grandi città. “Queste misure sono in corso”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, interpellato in merito alle restrizioni sulle app di messaggistica e sul servizio internet. “Sono in parte legati al fatto che diverse aziende straniere si rifiutano di conformarsi alle norme della legislazione russa e in parte alle misure di sicurezza contro la minaccia dei droni ucraini.” I droni d’attacco possono utilizzare le reti cellulari per facilitare la navigazione.

La stretta russa su internet di quest’anno è stata accompagnata dall’introduzione di nuove leggi che obbligano gli operatori di telefonia mobile a interrompere il servizio a qualsiasi cliente su richiesta del Servizio di sicurezza federale e conferiscono all’agenzia il potere di creare una rete di centri di detenzione preventiva sotto la propria giurisdizione.

L’obiettivo più ampio del rafforzamento dei poteri online sarebbe quello di aiutare il Cremlino a consolidare il controllo interno nel contesto della guerra contro l’Ucraina. Mosca avrebbe accumulato poteri sulle Rete da consentirle di attuare una “grande repressione” online.

In precedenza, la fine della guerra di Mosca in Afghanistan nel 1989 causò gravi sconvolgimenti sociali in Russia, con i veterani di ritorno che alimentarono il caos sociale degli anni ’90, per molti versi simile a quello statunitense successivo alla guerra del Vietnam. Il caos russo fu poi aggravato dall’implosione dell’Unione Sovietica nel 1991.

Fonti russe dell’agenzia britannica a conoscenza della stretta online hanno affermato che Mosca ha studiato l’esperienza di altri Paesi, in particolare Cina e Iran, e ha incaricato le autorità di sviluppare un modo per bloccare ampie porzioni di Internet, sia mobile che fisso, controllando al contempo le comunicazioni online.

Dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022, la Russia ha imposto leggi più repressive, rafforzando i poteri di censura e l’influenza dell’FSB. Quest’anno, Mosca ha ulteriormente inasprito le misure di sicurezza. Il presidente Vladimir Putin ha commemorato il quarto anniversario della guerra in Ucraina il 24 febbraio partecipando alla riunione annuale dell’FSB a Mosca. Ha chiesto all’agenzia di intensificare la lotta al terrorismo – includendo in essa gli attacchi provenienti dall’Ucraina – e di rafforzare lo “spazio digitale e dell’informazione”.

Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha affermato che tutte le misure sono state adottate legalmente per garantire la sicurezza nel contesto del conflitto in Ucraina. Il Cremlino definisce le azioni contro internet e le app di messaggistica come essenziali per migliorare la sicurezza e garantire l’unità nazionale contro i tentativi dell’Occidente di seminare discordia.

In alcune regioni russe, la connessione internet mobile è stata periodicamente interrotta per mesi, spesso in seguito a gravi attacchi di droni ucraini. A metà gennaio, la Russia aveva bloccato oltre 400 VPN, il 70% in più rispetto alla fine dell’anno scorso, secondo Kommersant.

Nelle ultime settimane, la repressione si è intensificata a Mosca, il governo russo ha preso provvedimenti anche contro Telegram e WhatsApp. Il mese scorso, la Russia ha rallentato Telegram, che conta oltre un miliardo di utenti attivi ed è ampiamente utilizzato sia in Russia che in Ucraina, e ha avviato un’indagine sul suo fondatore miliardario, Pavel Durov, nell’ambito di un procedimento penale per accuse di terrorismo.

Per il governo russo, Telegram è stato infiltrato dai servizi segreti ucraini e di paesi membri della NATO, e che, di conseguenza, alcuni soldati russi sono morti. Telegram ha negato di essere stata infiltrata e ha affermato che Mosca sta cercando di costringere i russi a utilizzare MAX, un’app di messaggistica supportata dallo Stato che scuole e università sono state obbligate a usare per i gruppi di chat tra genitori e studenti.

Il Cremlino ha anche bloccato completamente WhatsApp il mese scorso per non conformità con la legge locale; Meta ha definito la mossa un passo indietro per la sicurezza dei cittadini russi.

Anna Lotti

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