RUSSIA. Mosca intensifica le operazioni aeronavali. Obiettivi: Artico e Baltico?

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Mosca ha intensificato l’addestramento anfibio per le sue forze armate. Dal 2017 accanto alla sua fanteria di marina, anche le truppe d’assalto dell’aeronautica militare, Vozdušno-desantnye vojska -Vdv, hanno preso parte ad una serie di esercitazioni in cui venivano simulati sbarchi sulle coste marine. La Russia sta ancora dando la massima priorità alle operazioni anfibie, troppo grandi per la sola fanteria navale. Allo stesso tempo, i battaglioni di paracadutisti collegati alle brigate di fanteria navale si addestrano per sostenere le operazioni con sbarchi aerei. Ci sono obiettivi realizzabili per questo tipo di operazioni dalle isole artiche, attraverso il Mar Baltico fino alla costa ucraina.

Il primo test effettuato nel 2017 è stato seguito da esercitazioni congiunte tra la Fanteria Navale e la Vdv, servizio specializzato in expeditionay mission. Atterraggi combinati aeronavali consentono inoltre alle forze armate russe di spostare un numero significativamente maggiore di uomini e macchine che entrambi i rami possono trasportare da soli, riporta il blog Vantage Point North.

All’inizio del febbraio 2019, i marine russi presenti in Crimea hanno condotto un’esercitazione teletrasmessa dal canale televisivo delle forze armate russe fornendo interessanti spunti di riflessione. L’operazione combinata comprendeva elicotteri Mi-8 che facevano sbarcare squadre di scout Vdv per assicurare la testa di ponte. Gli elicotteri d’attacco Ka-52 e le varianti armate Mi-8 fornivano la sicurezza aerea.

La forza di sbarco è uscita da navi classe Alligator e Ropucha con i veicoli da combattimento di fanteria navale BTR-82A. Questi plotoni si sono poi spostati più all’interno, mentre le navi da sbarco e le piccole imbarcazioni da sbarco iniziarono a scaricare il resto dei battaglioni di fanteria navale e la formazione di supporto Vdv.

È anche degno di nota, prosegue il blog, il fatto che la forza di atterraggio comprendesse artiglieria semovente, batterie 2S1, sbarcata prima di tutte le compagnie di fanteria per permettere alla testa di ponte di sostenere la spinta verso l’interno anche senza supporto aereo.

In una parte interessante del filmato è comparsa una corvetta di classe Grisha che ha fornito una stretta copertura per la forza di atterraggio con i suoi cannoni AK-176 da 76 mm e AK-630 da 30 mm. I mezzi navali si sono concentrati sulla difesa della forza dagli Uav ostili che cercavano di interferire con l’atterraggio. Sarebbero stati presenti poi anche carri armati T-72B1 e T-72B3 della fanteria navale della Crimea.

Anna Lotti