RUSSIA. Mosca e Pechino gestiranno il gas iraniano di Chalous

126

Un accordo finalizzato a sviluppare la nuova scoperta di gas iraniana da molti miliardi di dollari, il giacimento Chalous nel Mar Caspio, è considerato dai funzionari russi «l’atto finale per assicurarsi il controllo sul mercato energetico europeo». Le compagnie russe deterranno la quota maggiore dell’accordo, seguite da quelle cinesi e solo dopo da quelle iraniane, secondo quanto riporta OilPrice.com.

L’Iran, tenendo conto delle nuove stime del gas contenuto nel Chalous, dovrebbe diventare il paese detentore delle più grandi riserve di gas del mondo, mettendo la Russia al secondo posto.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che controlla le società di sviluppo dei campi che parteciperanno alla parte iraniana dell’accordo «ha dichiarato in una serie di discussioni interne al governo iraniano di recente che i nuovi termini dell’accordo Chalous che hanno posto gli interessi russi e cinesi al di sopra di quelli dell’Iran sono “il prezzo che dobbiamo pagare per l’accesso dell’Iran alla tecnologia e alla capacità produttiva necessaria per il nostro programma missilistico”», riporta BneIntellinews.

La Russia avrebbe assicurato all’Iran che, oltre alle competenze di sviluppo ed esplorazione, e alcuni finanziamenti, cercherà anche di sostenere gli interessi dell’Iran nella questione del Jcpoa e all’Onu

La russa Transneft ha dichiarato che il supergigante Chalous da solo può fornire fino al 72% di tutto il fabbisogno di gas naturale di Germania, Austria e Italia ogni anno per tutti i 20 anni in cui l’accordo Chalous sarà in vigore, mentre Chalous da solo potrebbe fornire fino al 52% di tutto il fabbisogno di gas dell’Unione europea nel periodo.

In precedenza, le stime dell’Iran e della Russia erano che Chalous conteneva circa 3,5 milioni di miliardi di metri cubi di gas (tcm), pari a circa un quarto dei 14,2tcm di riserve di gas contenute nel supergigante campo di gas naturale iraniano South Pars nel Golfo Persico che rappresenta circa il 40% del totale stimato di 33,8tcm di riserve di gas dell’Iran.

Chalous è un campo gemello, con i campi a nove chilometri di distanza: Greater Chalous che ha 5,9tcm di gas in atto, e Lesser Chalous che ha 1,2tcm di gas, nel complesso 7,1tcm.

Pertanto «le nuove cifre di Chalous darebbero all’Iran una cifra totale di riserve di gas naturale di 40.9tcm, mentre la Russia – per molto tempo, il detentore delle più grandi riserve di gas nel mondo – ha ufficialmente poco meno di 48tcm. Questa cifra russa, però, non è stata rivista per tener conto dell’uso, dello spreco e del degrado dei giacimenti di gas per molti anni, e, secondo fonti di gas russe, è di circa 38,99tcm alla fine del 2020. Di conseguenza, la scoperta di Chalous rende l’Iran il più grande detentore di riserve di gas al mondo», riporta OilPrice.

In seguito all’aggiornamento delle stime delle riserve di gas a Chalous e all’aumento dei prezzi del gas in Europa, la nuova divisione delle quote nei due siti gemelli di Chalous è la seguente: Gazprom e Transneft deterranno insieme il 40%, Cnpc e Cnooc un 28% combinato e Khazar Exploration and Production Company, Kepco il 25%.

Gazprom gestirà lo sviluppo di Chalous, Transneft si occuperà del trasporto e delle operazioni correlate, Cnpc sta facendo molti dei finanziamenti e fornendo le strutture bancarie necessarie, e Cnooc farà le parti di infrastruttura e l’ingegneria. Data la probabile durata del recupero del gas a Chalous – e il fatto che la Russia intende prenderne meno del 10% nel corso del suo accordo ventennale, il valore totale di Chalous sarebbe pari a 5,4 milioni di miliardi di dollari.

Antonio Albanese