RUSSIA. Mosca cambia registro: Tv e social media non prendono in giro gli USA ma l’UE

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L’apparato massmediatico nella sua forma tradizionale che in quella on line ha improvvisamente smesso di usare alcune espressioni dispregiative che fionda ora indicavano gli Usa, e l’Occidente in genere. 

Sono letteralmente scomparsi termini ed espressioni come “anglosassoni” per riferirsi a Regno Unito e Stati Uniti e “Occidente collettivo” per indicare l’UE, la NATO e così via.

Come riportano The Moscow Times e BneIntelliNews, i media statali hanno ricevuto nuove linee guida editoriali a metà febbraio in seguito all’insediamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al rinnovato impegno diplomatico tra Russia e Stati Uniti sulla guerra in Ucraina.

Il termine “anglosassoni” è stato spesso utilizzato dai media statali russi, così come da alti funzionari come il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, per descrivere il mondo di lingua inglese, principalmente gli Stati Uniti e il Regno Unito. La frase, spesso utilizzata in modo dispregiativo insieme a termini come “l’Occidente collettivo”, era diventata più diffusa dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Oggi sono quasi scomparsi del tutto, come abbiamo potuto provare anche noi nelle nostre ricerche quotidiane. 

Tuttavia, dopo i recenti incontri tra Mosca e Washington, il termine è in gran parte scomparso dalle principali trasmissioni e pubblicazioni della televisione di stato. Inoltre la direttiva per le emittenti statali è stata rapidamente implementata, attraverso le opinioni espresse da personaggi di spicco come lo stratega politico Yevgeny Minchenko che hanno pubblicamente respinto l’idea che gli “anglosassoni” fossero responsabili delle difficoltà della Russia.

Altri commentatori di spicco, hanno modificato la loro retorica. 

Ad esempio, Dmitry Kiselyov, patron di Rossija segodnja, che nei suoi commenti aveva amplificato minacce e offese verso l’Occidente in genere, arrivando a minacciare gli Stati Uniti di attacchi nucleari, di recente, invece di condannare Washington, ha definito Russia, Cina e Stati Uniti le “Big Three” potenze globali, liquidando l’Unione Europea e la Nato, definendole come politicamente insignificanti.

Allo stesso modo, Vladimir Solov’ëv, una nota figura mediatica del Cremlino, è passato dal criticare ripetutamente gli Stati Uniti all’elogio delle ambizioni geopolitiche di Trump, comprese le sue potenziali rivendicazioni territoriali, nei suoi seguitissimi programmi su Russia 1.

Il cambiamento si estende oltre la televisione, e arriva alla social sfera Telegram. I blogger russi hanno moderato anche il loro linguaggio riguardo agli Stati Uniti; non perl’UE, ad esempio. Ad esempio il canale Telegram Rybar, che conta oltre 1,3 milioni di follower nel canale in lingua russa, ha smesso completamente di utilizzare il termine anglosassoni e Occidente collettivo, dopo i colloqui tra Trump e Putin a febbraio.

Nulla è stato cambiato verso l’UE che resta al centro del dileggio della social sfera russa. 

Anna Lotti

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