RUSSIA. Mosca blocca TOR

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La Russia ha bloccato il servizio di anonimato web Tor, stando a quanto riporta Rbc.

Sarebbe stato l’ente statale delle comunicazioni Roskomnadzor a intimarlo, in quello che gli attivisti avvertono è parte di uno sforzo per limitare la libertà di internet nel paese. Tor, acronimo per “The Onion Router”, è un software di crittografia che permette agli utenti di navigare in incognito in internet e bypassare le restrizioni web imposte localmente. È usato da circa 300.000 russi al giorno, circa il 15% di tutti gli utenti Tor.

Roskomnadzor ha incluso il sito web del browser Tor nel suo registro di informazioni proibite perché ha pubblicato «informazioni che garantiscono il funzionamento di strumenti che forniscono l’accesso a contenuti illegali». Gli sviluppatori di Tor hanno detto che le autorità avevano iniziato a bloccare la piattaforma, con gli utenti che si lamentavano di non poter accedere al browser dal 1° dicembre.

In una dichiarazione sul sito web della piattaforma, Tor, che è sviluppato da The Tor Project, con sede a Seattle, ha confermato che il servizio è stato bloccato in Russia: «Il governo russo ha ufficialmente bloccato il nostro sito principale in Russia», he detto. Gli sviluppatori hanno esortato la comunità internazionale a «fare pressione sulla Russia» per annullare la loro decisione di bloccare il servizio, riporta The Moscow Times.

Il sito torproject.org era già stato aggiunto al registro di Roskomnadzor dei siti che contengono “informazioni proibite” a seguito di una sentenza del tribunale nel 2017. Tuttavia, quella sentenza non aveva limitato l’accesso al sito. Le autorità russe hanno accusato Tor di fornire una piattaforma per attività illegali, tra cui la vendita di droga e armi, mentre gli attivisti internet russi dicono che la mossa di bloccarlo fa parte del giro di vite in corso nel paese sulla libertà di internet.

Internet è la principale piattaforma russa per il dibattito politico e i critici del Cremlino dicono che le autorità vogliono reprimere il dissenso online.

La Russia ha adottato una serie di misure per aumentare il suo controllo su internet negli ultimi anni, comprese le leggi che richiedono alle aziende di immagazzinare i dati degli utenti russi su server situati in Russia.

Il paese ha anche bloccato l’accesso a diversi servizi di rete privata virtuale, Vpn, che secondo le autorità permettono di accedere a contenuti online illegali in violazione della legge russa.

Anna Lotti