RUSSIA. L’opposizione in piazza contro la riforma del pensioni 

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Con i mondiali di calcio in Russia, e l’attenzione polarizzata sulle città che ospitano le partite, gli oppositori di Putin stano provano a montare una serie di proteste contro la proposta di innalzare l’età pensionabile. Le proteste previste contro la legislazione sulla riforma delle pensioni, presentate dal governo la scorsa settimana, si inseriscono in un contesto di restrizioni sulle manifestazioni nelle città russe che ospitano i campionati mondiali di calcio che il presidente russo ha promulgato nel 2017. 

Il leader dell’opposizione russa Aleksei Navalny, il 19 giugno, ha esortato i russi a mobilitarsi contro la riforma proposta in 20 città, nessuna delle quali ospita le partite di Coppa del Mondo, per il primo luglio, definendo il piano governativo: «Una rapina fatta a decine di milioni di persone». Dal 2012, la Russia ha promulgato una serie di leggi sulle manifestazioni che, secondo l’opposizione, mirano a soffocare le manifestazioni pubbliche di dissenso; le proteste anticorruzione condotte da Navalny negli ultimi anni hanno scatenato una serie di arresti su vasta scala da parte della polizia antisommossa, riporta Rferl.

Nel frattempo, si è mossa anche l’opposizione di sinistra: il movimento politico guidato da Sergei Udaltsov, che è stato rilasciato dal carcere l’anno scorso dopo la condanna con l’accusa di aver organizzato “disordini di massa” nel 2012, ha chiesto il permesso di poter effettuare un corteo il 4 luglio a Mosca.

Inoltre il partito liberale Yabloko, che non è entrato nel parlamento federale, sta cercando di organizzare una protesta per il 3 luglio a Mosca. E i comunisti, il più grande partito di opposizione nominale della Russia in parlamento, e vari sindacati stanno organizzando manifestazioni in una serie di città nelle prossime settimane. 

Tutti gli organizzatori hanno dichiarato di essere disposti a unirsi ad altri movimenti di protesta contro le riforme, che devono ancora essere approvate in parlamento e poi firmate da Putin prima di entrare in vigore. Il Cremlino finora ha cercato di tenere lontano Putin dal piano pensionistico, che ha suscitato l’ira di molti russi che vedrebbero l’accesso alle pensioni ritardato di diversi anni.

Il Portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che Putin non è stato coinvolto nelle discussioni della proposta di riforma, dicendo che è “prematuro” chiedere il parere del presidente in materia, mentre la misura è ancora in corso di esame da parte di esperti e funzionari.

Anna Lotti