Petrolio “nuovo” da Libia e Russia

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ITALIA – Roma 24/06/2014. Tra scoperte e riaperture si aprono nuovi fronti nella produzione di greggio in Libia e in Russia.

Il petrolio libico ritrova la via del mercato Una nave cisterna piena di greggio estratto dal giacimento Elephant ha lasciato le coste libiche dopo che la produzione era ripresa il 16 giugno, come riporta l’agenzia Platts. La ripresa della produzione da Elephant ha potenziato la produzione libica: da circa 150mila barili al giorno a circa 300mila al giorno.
La Scorpion, una petroliera battente bandiera greca, ha lasciato il porto libico di Mellitah diretta verso Trieste. Il Pil della Libia si basa al 96 per cento sul petrolio e, seppur nel caos istituzionale che sta vivendo, il governo libico ha da poco comunicato che prevede avere un disavanzo di 8 miliardi di dollari quest’anno, con una produzione di 800mila barili al giorno al prezzo di 100 dollari al barile, circa 14 dollari in meno della quotazione del Brent presa il 24 giugno.
Scoperte e non riaperture petrolifere sono avvenute in Russia, ma non hanno interessato la galassia petrolifera governativa di Mosca. La spagnola Repsol ha annunciato due scoperte petrolifere in Russia: le più grandi fatte nel paese negli ultimi due anni.
Repsol ha annunciato infatti di aver fatto le scoperte nel campo di Ouriyinskoye, Siberia occidentale. I pozzi Gabi-1 e Gabi-3 avranno una produzione stimata combinata di 240 milioni di barili. Il Cremlino in precedenza aveva detto di prevedere importanti investimenti nelle attività petrolifere nella parte orientale della Russia in modo da aumentare il potenziale dell’export entro il 2035.