RUSSIA. La Rotta Polare di Putin passa per il nucleare galleggiante

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Da alcuni mesi, al largo della piccola città artica di Pevek, è ormeggiata la Akademik Lomonosov, la prima centrale nucleare galleggiante al mondo e un segno tangibile di come le ambizioni del presidente Vladimir Putin per l’estremo oriente della Russia stiano prendendo forma.

Questo porto sulla costa settentrionale della Siberia era un tempo noto come gulag sovietico, oggi, come riporta il Financial Times, fa parte del piano di Mosca per aprire una grande via di navigazione attraverso l’Artico e portare le risorse naturali a portata di mano.

Il porto di Pevek è libero dai ghiacci solo per quattro mesi all’anno, ma è destinato a diventare un hub per la navigazione commerciale sulla cosiddetta Rotta del Mare del Nord, poiché il cambiamento climatico facilita gradualmente il passaggio attraverso l’Artico; l’energia fornita dalla Akademik Lomonosov è destinata ad aiutare Pevek a diventare una porta d’accesso alla Chukotka, una regione vicina all’Alaska e ricca di oro, argento, rame, litio e altri metalli.

Lo sviluppo della Northern Sea Route (NSR) è nelle mani di Rosatom, l’azienda nucleare statale. Oltre alla messa in servizio della Akademik Lomonosov, Rosatom è anche responsabile delle navi rompighiaccio a propulsione nucleare che la società si aspetta che possano aiutare ad aprire la navigazione artica tutto l’anno entro la metà del decennio.

A regime entro il 2023, l’impianto nucleare di Pevek dovrebbe alimentare diversi progetti di risorse, tra cui Mayskoye, una miniera d’oro sviluppata da Polymetal, società quotata in borsa nel Regno Unito, e Pyrkakay, uno dei maggiori depositi di stagno del paese.

Rosatom prevede di installare altri quattro impianti nucleari galleggianti entro la fine del decennio attraverso la baia Chaunskaya per fornire energia al progetto della miniera di rame a Baimskaya.

Il grande giacimento è stato scoperto ai tempi dell’Unione Sovietica, ma la mancanza di tecnologia, attrezzature e infrastrutture ne ha ritardato lo sviluppo.

Con i reattori galleggianti, il progetto avrà una fonte di energia a costi prevedibili per circa 60 anni.

Salvatore Nicoletta