Se l’inflazione cala in Russia, la recessione sopravvive

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RUSSIA – Mosca 15/06/2015. La Banca centrale della Russia prevede che il dato sulla disoccupazione nel paese tenderà a crescere passando dall’attuale 5,6 per cento al 6,5 per cento entro la fine del 2015.

Ne da notizia l’agenzia Sputnik che riprende le dichiarazioni del direttore della banca centrale Elvira Nabiullina, fatte il 15 giugno in conferenza stampa. «Grazie alla recessione economica, si è registrato un certo aumento della disoccupazione, che si attesta attualmente al 5,6 per cento (…) Il calo costante della domanda porterà ad una disoccupazione più elevata, che stimiamo salirà al 6,5 per cento entro la fine dell’anno», ha poi aggiunto. Secondo Nebiullina, una graduale ripresa dell’attività economica porterà ad un calo della disoccupazione, che dovrebbe raggiungere nuovamente i 5,6-5,8 punti percentuali nel 2018. Il Pil della Russia dovrebbe crescere tra l’1,7 e il 2,4 per cento nel biennio 2017-2018, ha poi detto il direttore della Banca di Russia ha detto, ma secondo un comunicato stampa della Banca Centrale, l’economia russa dovrebbe registrare una contrazione del 3,2 per cento nel 2015. L’inflazione annuale in Russia dovrebbe arrivare all’11 per cento a dicembre 2015 e potrebbe arrivare al 4 per cento nel 2017: «Secondo le nostre stime, il tasso di inflazione annuo sarà pari a circa l’11 per cento a dicembre 2015. A un anno da ora, nel mese di giugno 2016, l’inflazione si ridurrà a meno del 7 per cento annuo, e si avvicinerà al livello obiettivo del 4 per cento nel 2017» ha detto Nabiullina. Il direttore della Banca Centrale ha osservato che il divieto russo sulle importazioni di alcuni prodotti alimentari provenienti dall’Unione europea non ha più effetto sull’inflazione del paese, aggiungendo che l’attuale recessione in Russia non ha ancora raggiunto il suo picco: «A differenza del picco di inflazione, il fondo della recessione, a nostro avviso, non è stato ancora raggiunto». Il deflusso netto di capitali in Russia potrebbe rallentare dai 90 miliardi di dollari nel 2015 ai 55-65 miliardi nel 2018: «Ci aspettiamo che le sanzioni finanziarie contro la Russia perdurino. I pagamenti sul debito estero in questo periodo costituiranno il grosso del deflusso di capitali», ha detto Nabiullina «che si ridurrà gradualmente da 90 miliardi di dollari a circa 55-65 miliardi durante il triennio 2015-2018, a seconda dello scenario», ha poi aggiunto.