RUSSIA. Il sistema economico resiste alle sanzioni. McKinsey Russia diventa Yakov & Partners

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L’8 di agosto un sondaggio Superjob asseriva che un terzo dei russi è disposto a guadagnare meno ma a lavorare da remoto. In media, secondo l’indagine, gli intervistati sono disposti a perdere il 10% del loro stipendio lavorando da remoto. Il 2% dei russi è disposto a ridurre le proprie aspettative retributive del 25% pur di lavorare da casa.  Mentre il 40% degli intervistati si è rifiutato di ridurre la propria aspettativa di retribuzione per lavorare da remoto. 

Il nove agosto la TASS, citando il servizio di analisi della rete di revisione e consulenza FinExpertiza, afferma che la Russia ha registrato un aumento record del numero di lavoratori migranti a causa del rafforzamento del rublo: il numero di ingressi in Russia nel secondo trimestre del 2022 è stato di 3,12 milioni, un terzo in più rispetto all’anno precedente e una cifra trimestrale record per almeno gli ultimi sei anni. 

Il tutto anche grazie alle nuove opportunità di lavoro derivanti dalla presa di territori dell’Ucraina. I territori dell’Ucraina sotto il controllo russo contengono oltre il 60% dei depositi di carbone, il 20% dei depositi di gas e oltre il 40% dei depositi di metalli. Secondo il Washington Post, si tratta  dell’equivalente di 12.000 miliardi di dollari.

Secondo l’editorialista di The National Interest, Mark Episkopos, l’economia russa si è rivelata resistente all’influenza delle sanzioni imposte dai paesi occidentali . Secondo quanto scritto dalla testata il successo del sistema economico russo si basa su quattro fattori importanti.

In primo luogo, i passi senza precedenti della Banca centrale. «La Banca centrale russa ha intrapreso un’azione rapida per proteggere il rublo da una raffica di restrizioni finanziarie di Stati Uniti e UE. Il rublo non è caduto in rovina, come Biden ha promesso a marzo, e quest’anno è diventato una delle valute più forti del mondo».

Non ultima la proposta il 22 agosto tra Russia e l’India di riconoscere i rispettivi sistemi di pagamento Mir e RuPay, come riporta il Deccan Herald. Secondo le fonti della pubblicazione, la questione è stata discussa durante la visita del consigliere per la sicurezza nazionale indiano Ajit Doval a Mosca il 17-18 agosto.

Il secondo fattore di successo è il sistema di “importazione parallela”. “Dai jeans Levi’s all’iPhone, una miriade di articoli generici e di fascia alta sono ancora disponibili per l’acquisto nei centri commerciali, sebbene questi produttori non spediscano più direttamente al mercato russo”. Il terzo fattore è il rifiuto di molti stati di accettare i termini degli Stati Uniti e dell’UE. Quarto motivo del fallimento del sistema sanzionatorio, Episkopos ha definito il loro povero pensiero: secondo lui, le misure restrittive colpiscono i paesi europei molto più della stessa Russia.

Il 18 agosto, il primo ministro Mikhail Mishustin ha annunciato la decisione di prorogare a tempo indeterminato il programma di prestiti agevolati per i mutui rurali al 3%.

Il 17 agosto il ministero per l’Economia russo asseriva che l’inflazione annuale in Russia è rallentata al 14,87% il 15 agosto dal 15,01% di una settimana prima. Sempre dal ministero ma delle Finanze russe il 19 agosto si apprende che si sta discutendo della creazione di un fondo di compensazione finanziaria per i cittadini colpiti da fughe di dati personali da parte delle aziende, secondo quanto riportato da Kommersant.  Si prevede di riempire il fondo con i fondi ricevuti dalle multe pagate dalle aziende stesse. 

Sempre in materia finanziaria da non sottovalutare il fatto che il 19 agosto esce la notizia secondo cui i soci dell’ex unità russa di McKinsey hanno annunciato il cambio di nome in Yakov & Partners. McKinsey & Company è la multinazionale di consulenza strategica leader nel mondo per quota di mercato. L’azienda riunisce più di 15 partner provenienti dalle Big Three. 

Per Big Three ci si riferisce al nome dato colloquialmente a tre grandi società di consulenza strategica: McKinsey, Boston Consulting Group e Bain & Company.

«Il nuovo nome è un omaggio alla tradizione della consulenza strategica. L’azienda ha assorbito tutte le migliori pratiche delle Big Three. Abbiamo creato un unico centro di competenza per tutti i settori dell’economia. Il mondo sta subendo cambiamenti radicali e il Paese ha la possibilità di ripetere i successi ottenuti nell’agricoltura, nella digitalizzazione dei servizi e delle banche e ora anche in altri settori, ma dobbiamo agire in fretta», ha dichiarato il CEO Yakov Sergienko.

Lucia Giannini