RUSSIA. Il rublo si rafforza sul dollaro e il petrolio russo gira sempre più

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Il rublo russo si è rafforzato il 24 maggio su livelli che non si vedevano da marzo 2018 nei confronti del dollaro, favorito dalle aziende orientate all’export che vendono valuta estera per pagare le tasse e che si scrollano di dosso un leggero allentamento dei controlli sui capitali. Quest’anno il rublo si è rafforzato di circa il 30% rispetto al dollaro, nonostante la crisi economica in Russia, diventando la valuta più performante al mondo.

Il rublo è guidato dai controlli sui capitali imposti a fine febbraio per proteggere il settore finanziario russo dopo che l’inizio delle operazioni militari russe contro l’Ucraina e le reazioni internazionali concretizzatesi in una serie di sanzioni senza precedenti.

Il 24 maggio, il rublo si è rafforzato del 2,5% rispetto al dollaro a 56,36, attestandosi su questo livello per la prima volta in più di quattro anni; contro l’euro, il rublo ha guadagnato il 3% a 58,24, il più forte in sette anni.

«I forti guadagni del rublo sono dovuti ancora una volta all’incombente scadenza di domani per il pagamento di 600 miliardi di rubli (10,43 miliardi di dollari) di imposte sull’estrazione mineraria e alla conversione in rubli dei pagamenti per le esportazioni di gas (…) Riteniamo che la valuta locale possa avere difficoltà a prolungare il suo recente rally, poiché l’attività di vendita tra gli esportatori potrebbe iniziare a diminuire», ha dichiarato Sberbank CIB in una nota, ripresa da Reuters.

La forza della valuta ha sollevato preoccupazioni circa l’impatto negativo sulle entrate del bilancio russo derivanti dalle esportazioni. Lunedì scorso, la Russia ha ridotto al 50% dall’80% la percentuale di entrate in valuta estera che gli esportatori devono convertire in rubli.

Nonostante il leggero allentamento dei controlli sui capitali, il rublo potrebbe stabilizzarsi a 55 contro il dollaro nel breve termine, e tornare ai livelli di 60-65 contro il dollaro a giugno, ha dichiarato la Sinara Investment Bank in una nota.

Il rublo si è indebolito presso le banche: il più grande istituto di credito russo, Sberbank ha offerto di vendere dollari ed euro in contanti rispettivamente a 58,20 e 60,38 rubli.

Nel frattempo, circa 62 milioni di barili di greggio russo Ural, sarebbero fermi nelle navi in mare, secondo i dati Vortexa, mentre i commercianti stenterebbero a trovare acquirenti per il greggio.

Il numero di carichi di Ural in mare senza una destinazione stabilita è pari al 15% del totale. Alcuni di questi carichi potrebbero essere in transito verso acquirenti non dichiarati, mentre altri potrebbero essere carichi invenduti. La maggior parte dei barili di greggio russo è diretta in Asia, soprattutto in India e in Cina, mentre i volumi verso l’Europa sono aumentati in vista di un divieto che ancora non arriva viste le divisioni in tema dell’Unione.

Antonio Albanese