RUSSIA. Il fascino delle città abbandonate nell’artico russo

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Le città fantasma abbandonate che circondano il centro carbonifero di Vorkuta, nel nord artico della Russia, avvolte da neve e ghiaccio sono un spettacolo tragicamente affascinante.

Un recente reportage della fotografa moscovita Maria Passer, esperta di urbex, esplorazione urbana, ripreso da Abc17News, ha immortalato gli effetti del gelo sugli edifici abbandonati. La città di Vorkuta è stata un gulag dal 1930 al 1960, con i prigionieri costretti a estrarre il carbone nella regione. Negli ultimi anni dell’Unione Sovietica, la gente si spostava da tutta l’Urss nella zona per i lavori di estrazione, con salari buoni per attirare i minatori a vivere in condizioni climatiche difficili.

Dopo che l’Unione Sovietica è crollata e le miniere di carbone hanno iniziato a chiudere, la città e la regione si sono via via spopolate. C’è un’abbondanza di strutture abbandonate nei villaggi intorno a Vorkuta.

Nella zona durante gli scatti si è registrata la temperatura di -38 C, temperatura con cui le batterie delle attrezzature fotografiche tendono a spegnersi improvvisamente per il freddo, per non parlare poi delle condizioni fisiche dello staff di fotografi che hanno rischiato il congelamento.

Oltre alle foto scattate a distanza ravvicinata, è stato usato anche un drone per ottenere una prospettiva dall’alto. Alcune delle riprese aeree sono state fatte nel villaggio di Cementozavodsky, villaggio in cui c’è solo un edificio che non è abbandonato ma non c’è letteralmente nient’altro.

Le persone che vivono nella zona si dicono sconvolte dal fatto che il posto dove sono nate stia morendo, chi vuole trasferirsi non può vendere il proprio appartamento, per assenza di compratori, e deve solo lasciarlo.

Alcuni residenti sperano che il governo russo li aiuti a trasferirsi in zone più abitabili e con altri servizi, ma al contrario, tendono ad essere offerte loro case a Vorkuta, piuttosto che altrove in Russia, e quindi la situazione non cambia.

Anna Lotti