RUSSIA: FSB arresta terroristi di HTS

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Agenti dell’FSB russo il 1 aprile sono intervenuti in diverse regioni russe e hanno arrestato dieci complici del gruppo “Hayat Tahrir ash Sham” in procinto di compiere attentati terroristici.

A quanto si apprende, gli arrestati sono tutti nativi delle ex repubbliche sovietiche. Gli arresti sono avvenuti sul territorio delle repubbliche del Bashkortostan, del Daghestan, dell’Inguscezia, del Territorio di Krasnodar, delle regioni di Astrakhan, Volgograd, Novosibirsk, Tula e Tyumen; in tutto sono stati posti in arresto 10 membri dell’organizzazione terroristica internazionale Hayat Tahrir ash Sham, attualmente operante in Siria. HTS è molto vicino alla Turchia ed ha subito numerose trasformazioni nel corso degli anni, la sua vicinanza è unico denominatore comune visto il cambio di nome del gruppo: il leader Mohammed al Joulani è passato da al Qaeda a ISIS per poi smarcarsi da entrambi e dare vita al suo gruppo finanziato di volta in volta da diverse organizzazioni straniere.

Sotto la direzione dei vertici terroristici, i 10 arrestati hanno creato una fitta rete interregionale per la raccolta, l’accumulo e il trasferimento di fondi su conti e carte bancarie intestate a terzi. In futuro, il denaro ricevuto sotto forma di beneficenza sarebbe stato destinato ai bisogni dei militanti situati nella zona di Idlib, area controllata proprio dai terroristi di HTS, nella Repubblica Araba Siriana.

L’operazione dell’FSB e gli arresti arrivano in un momento molto particolare quando non solo in Russia ma anche in Occidente si è a rischio attentati da parte di un altro gruppo terroristico Daesh. Con gli attacchi dei giorni scorsi in Israele, tre ricordiamo di cui due rivendicati da Daesh, ISIS ha spiegato nella sua rete social di aver avviato la sua campagna di attentati da svolgersi nel mese del Ramadan che prende il nome di un vecchio format Daesh: Muori nella tua rabbia.

Ci sia aspetta dunque che in alcune aree dove il gruppo terrorista non è mai scomparso: Siria, Iraq, Sinai regione del Sahel, Africa occidentale e Orientale vi siano una serie di attentati. A questi potrebbero aggiungersi altri quelli minacciati in Occidente sia per liberare i prigionieri sia per terrorizzare la popolazione.

Queste minacce sono state precedute da una serie di traduzioni almeno 15 lingue diverse, tra cui l’albanese, dell’ultimo discorso del portavoce Daesh, Abu Umar al Mujahir, in cui appunto si chiedeva di liberare i prigionieri con tutti i mezzi.

Graziella Giangiulio

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