RUSSIA. Ecco come Mosca considera Biden

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Si dice che quando Donald Trump vinse nel 2016, i deputati russi brindarono: quattro anni dopo, la vittoria di Joe Biden li ha raffreddati molto. Dopo un mandato repubblicano caratterizzato da più sanzioni statunitensi, trattati bilaterali fatti scadere e relazioni altalenanti, Mosca poco si è curata per la retorica anti-russa del democrat Biden. Le speranza di un cambiamento nelle relazioni Usa-Russia sono poche, ma c’è chi spera che il cambiamento di colore alla Casa Bianca possa portare una svolta nelle relazioni con Washington.

Mosca, riporta The Irish Times, si prepara a una nuova ondata di retorica anti-russa da Washington nei primi giorni dell’amministrazione Biden, visti anche i progetti di legge presenti al Congresso che potrebbero aumentare drammaticamente l’impatto delle sanzioni contro il Paese, che saranno gestiti dal nuovo presidente che disprezza il regime di Vladimir Putin.

Biden ha giurato di rafforzare la posizione di Washington contro Mosca, cercando di contrastare l’aggressione russa riaffermando il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Nato e mettendo i diritti umani e una nuova spinta anti-corruzione in prima linea nella sua politica estera come parte di un esplicito tentativo di affrontare il Cremlino.

Biden, in un messaggio della scorsa primavera aveva scritto: «Dobbiamo imporre costi reali alla Russia per le sue violazioni delle norme internazionali e schierarci con la società civile russa, che si è coraggiosamente opposta al sistema autoritario cleptocratico del presidente Vladimir Putin (…) Putin vuole dire a se stesso, e a chiunque altro possa ingannarlo, che l’idea liberale è “obsoleta”. Ma lo fa perché ha paura del suo potere». Per quel che riguarda la Nato, poi, Biden ha sostenuto che il Cremlino teme una Nato forte «la più efficace alleanza politico-militare della storia moderna».

Biden non è estraneo al Cremlino. Ha visitato Mosca per la prima volta nel 1979 come capo di una delegazione del Congresso. È stato il vicepresidente di Barack Obama durante il tentativo sfortunato e molto deriso di “ristabilire” i rapporti bilaterali nel 2009, che ha preceduto l’inasprimento dei legami e l’imposizione di sanzioni nel 2014 dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia. Putin ha detto il mese scorso di aver notato la «tagliente retorica anti-russa di Biden». Una parte della nomenclatura russa però, ottimisticamente, si aspetta che Biden inauguri una possibili aperture alla cooperazione nel controllo degli armamenti, nell’antiterrorismo e nella lotta al cambiamento climatico. Le speranze di migliorare le relazioni si basano su alcuni settori specifici in cui il Cremlino può trovare aree di cooperazione mirata con un’amministrazione Biden.

Anche se il pieno impegno di Biden nei confronti della Nato, a differenza di Trump, rappresenta una sfida per Mosca, Biden cercherà probabilmente di invertire la decisione del suo predecessore di abbandonare i trattati sul controllo degli armamenti: il team di Biden ha detto che cercherà di ottenere una proroga dell’accordo New Start con la Russia, che limita il numero di testate nucleari detenute da entrambi i paesi, ma che scadrà poco più di due settimane dopo la sua inaugurazione il 20 gennaio; inoltre potrebbe anche cercare un negoziato più ampio sul controllo degli armamenti.

La promessa di Biden di riportare gli Stati Uniti nel patto sul clima di Parigi offrirebbe anche un forum di negoziazione con la Russia, insieme alla possibilità di un ritorno alle negoziazioni con l’Iran su un accordo per frenare il suo programma di armi nucleari – un accordo che la Russia ha continuato a sostenere anche dopo l’abbandono di Trump.

Graziella Giangiulio