Carte di credito made in Russia

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RUSSIA – Mosca 28/03/2014. Il presidente Vladimir Putin ha detto il 27 marzo che la Russia avrebbe sviluppato un proprio sistema di carte di credito per ridurre la dipendenza dalle società occidentali e assorbire meglio le ripercussioni delle sanzioni Usa e Ue.

Putin ha espresso il suo sostegno per i piani volti a creare un sistema nazionale, una risposta alle restrizioni imposte da Visa e MasterCard, ampiamente uso dai russi  alle banche russe, che sono. «Certamente dobbiamo farlo e lo faremo», ha detto Putin ai legislatori russi nel corso di una riunione tesa a fissare gli sforzi per integrare la Crimea nella Federazione Russa. Visa e MasterCard, infatti, hanno smesso di fornire i servizi per le operazioni di pagamento dei clienti di Bank Rossiya, sottoposta a sanzioni dagli Stati Uniti per la questione Crimea la cui annessione alla Federazione è considerata dall’Occidente come illegale. I due sistemi di pagamento inoltre hanno sospeso i servizi per i clienti in diverse altre banche i cui azionisti sono sulla lista delle sanzioni degli Stati Uniti. Hanno poi ripreso servizi dopo che Washington ha comunicato che le sue misure non significavano che le banche fossero soggette a sanzioni. «È davvero un peccato che alcune aziende abbiano deciso (…) di fare delle restrizioni», ha detto Putin, senza mai nominare Visa o MasterCard. «Penso che questo fatto semplicemente causerà loro delle perdite in alcuni segmenti del mercato, un mercato molto redditizio». La Russia è integrata nell’economia mondiale fin dall’implosione nel 1991 dell’Unione Sovietica, oggi, con la crisi dell’Ucraina  il più grande scontro con l’Occidente dalla fine della Guerra fredda, Mosca sta cercando nuovi modi per ridurre la dipendenza dall’Occidente. Dopo aver colpito funzionari e legislatori russi con divieti di visto e con il congelamento dei beni, gli Stati Uniti e l’Unione europea stanno minacciando misure che interesserebbero interi settori economici se la Russia aggravasse la crisi con ulteriori mosse verso il territorio ucraino. Se gli Stati occidentali hanno sottolineato di non riconoscere la Crimea come parte della Russia, Putin ha fatto salire la sua popolarità con questa mossa e anzi ha portarti avanti le misure per integrare la penisola del Mar Nero. «Dobbiamo fare tutto il più rapidamente possibile, in modo che coloro che vivono in Crimea (…) si sentano cittadini a pieno titolo della Federazione Russa», ha detto Putin. Il 96 per cento dei residenti in Crimea ha votato per la secessione dall’Ucraina e per l’annessione alla Russia, nel referendum del 16 marzo; il 18 marzo Russia e Crimea hanno firmato un accordo di unificazione per la penisola e per la città di Sebastopoli.