RUSSIA. Apre a San Pietroburgo il museo della Propaganda sovietica

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L’antiquario e collezionista russo Sergei Bobovnikov ha trasformato il suo appartamento di San Pietroburgo in un museo privato dedicato alla propaganda dell’Urss. Bobovnikov è riuscito a collocare l’intera epoca in un paio di stanze per mostrare come la gente viveva nell’Unione Sovietica, in cosa credeva e cosa apprezzava. Il collezionista stesso non è un fan del sistema comunista, ma ama i manufatti legati a questo periodo della storia della Russia.

Il museo privato della propaganda sovietica di Sergei Bobovnikov si trova nel suo appartamento nel centro di San Pietroburgo. Il museo è pieno di artefatti diversi dei primi decenni dell’era sovietica, tra cui mobili antichi, busti di leader sovietici e autentici oggetti per la casa. Una collezione unica, ospitata in un ex appartamento comunale, che crea un’atmosfera mistica e paradossale, riporta 300magazine. Il museo è progettato in un caratteristico stile sovietico, quasi come se fosse congelato nel tempo.

Bobovnikov ha impiegato un anno per creare l’interno e riempirlo con tante rarità che ora formano la collezione del museo. Il costo di alcuni oggetti supera il milione di rubli. È interessante che tutti gli oggetti esposti nel museo di Bobovnikov sono in vendita: il collezionista aggiorna costantemente l’interno dell’appartamento, conservando gli artefatti finché non trovano una nuova casa e acquistandone di nuovi per la sua collezione.

Gli oggetti presenti nell’appartamento-museo di Bobovnikov sono una parte importante della storia della Russia e delle storie di tante persone che hanno vissuto in quel periodo. Dagli autentici stendardi e ritratti sovietici ai giocattoli per bambini fino ai modelli di carri armati per i film sovietici, ogni oggetto nella collezione del museo fa parte della propaganda del regime sovietico, formando una mostra davvero eccezionale in continua evoluzione.

Secondo Bobovnikov: «Questa collezione è un insieme di oggetti autoironici che, se messi insieme, danno un effetto curioso. Ma non sono stati creati come cose curiose; sono stati creati come cose per il culto, se non come santuari». Oggi, tutti questi manufatti hanno perso la loro finalità propagandistica e sono preziosi pezzi d’arte.

Anna Lotti