RUSSIA. Alla “Davos russa” partecipano le delegazioni di Serbia e Republika Srpska

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Proprio quest’anno si tiene la venticinquesima edizione del St. Petersburg International Economic Forum. Creato nel 1997 come controparte al World Economic Forum di Davos per attrarre investimenti in Russia negli anni che seguivano la caduta dell’Unione sovietica, l’appuntamento annuale vedeva solitamente la partecipazione di migliaia di rappresentanti di compagnie europee e occidentali, nonché l’intervento di leader della comunità internazionale.

“Nuove opportunità per il mondo”: questo lo slogan scelto per l’edizione di quest’anno dello SPIEF. Quella che si è aperta il 15 giugno è la prima edizione dall’invasione russa dell’Ucraina: sono poco più di un centinaio i partecipanti provenienti da paesi dell’orbita euro-atlantica. Questo non ha impedito al Cremlino di riconfigurare l’evento puntando sulla partecipazione cinese e sul legame tra la Russia e i paesi che hanno deciso di non supportare le politiche sanzionatorie promosse dall’Occidente.

In Europa questo riguarda la Serbia, che in sede Onu ha condannato l’invasione russa dell’Ucraina ma che non intende supportare le scelte dei partner occidentali per isolare Mosca. Il forum di San Pietroburgo ha visto quindi la partecipazione delle delegazioni di Serbia e Republika Srpska, quest’ultima con in testa proprio il Membro serbo della Presidenza di Bosnia Erzegovina Milorad Dodik, che non intende supportare il coinvolgimento di Sarajevo nelle politiche sanzionatorie contro l’alleato russo.

Per l’occasione è stato organizzato un incontro tra Dodik e Sergej Lavrov: il ministro degli Esteri russo ha ringraziato Dodik per la posizione mantenuta dall’inizio della guerra in contrasto con quella dei rappresentanti delle popolazioni bosgnacca e croata della Bosnia Erzegovina. Secondo il membro serbo della presidenza, il fragile equilibrio politico del paese sarebbe minacciato dalle pressioni dell’occidente.

L’incontro tra Dodik e Lavrov è avvenuto una settimana dopo la data per cui era stata programmata la visita ufficiale del Ministro degli Esteri russo a Belgrado, dove avrebbe incontrato il Presidente serbo Aleksandar Vučić, incontro annullato proprio per l’impossibilità di sorvolare lo spazio aereo dei paesi confinanti.

In parallelo all’apertura del Forum di San Pietroburgo si è tenuto a Mosca un incontro tra l’Ambasciatore serbo Momcilo Babic e Anton Kobyakov, consigliere di Vladimir Putin. «Il nostro dovere è quello di preservare la memoria storica» ha detto Kobyakov, sottolineando l’importanza del legame storico tra Serbia e Russia. Ma nell’incontro si è parlato di cooperazione economica e commerciale tra Mosca e Belgrado, in linea con la partecipazione di una delegazione serba allo SPIEF. Nel fine settimana, dopo il discorso del presidente russo Putin, potrebbero essere raggiunti nuovi accordi tra Mosca e i due partner balcanici, sempre più fuori dall’orbita euroatlantica.

Carlo Comensoli