RISIKO. Roma il FMI e Mario Draghi

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Pubblichiamo la sintesi che accompagna il podcast della recente puntata di RISIKO, interamente dedicata alla immagine dell’Italia, vista dall’estero, dopo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale che hanno definito un quadro positivo ma oscurato in alcuni punti dalle fragilità intrinseche del sistema italiano. La figura dell’attuale premier, Mario Draghi, sembra aver ridato nuovo impulso all’iniziativa italiana in ogni settore internazionale: politica estera e di sicurezza, politica ambientale, sociale e sanitaria hanno visto Roma al centro della scena internazionale con risultati che hanno scosso l’agone europeo, troppo dormiente e privo di carisma e di appeal per moti versi.

Ma basta una sola figura come Mario Draghi?

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Il 3 giugno scorso il Comitato esecutivo del Fondo Monetario Internazionale ha reso note le ultime proiezioni economiche che riguardano l’Italia. Rispetto alle stime di crescita di gennaio, quelle di giugno sono maggiormente positive: con un rimbalzo del PIL atteso al 4% nel 2021.

Ad ogni modo, come scritto nel report, sulla ripresa italiana aleggia una grande incertezza. Due le incognite per il futuro: l’esito della campagna di vaccinazione (quindi la capacità di sconfiggere il Covid) e l’attuazione delle riforme strutturali che sono alla base del PNRR.

Il FMI, infatti, avverte che le cicatrici economiche a lungo termine per il nostro paese potrebbero essere considerevoli. Senonché, nello scenario internazionale la figura di Mario Draghi costituisce un valore aggiunto: una sorta di garanzia sull’operato dell’Italia.

Da questo punto di vista, il vero banco di prova è costituito dall’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede tempistiche per la realizzazione degli interventi impensabili per gli standard italiani. Il sen. Perosino, infatti, ci ha ricordato che le risorse del PNRR dovranno essere impegnate entro il 2023, ciò significa che per quella data i progetti dovranno essere nella fase esecutiva e prossimi all’appalto. Insomma, per il momento l’effetto Draghi sta agendo fuori i confini nazionali alla stregua di un’iniezione di fiducia, ad ogni modo rimaniamo dei “sorvegliati speciali” in attesa di giudizio.

Buon ascolto…

Cristina Del Tutto