Rischio Aqim per il Sahel

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ALGERIA – Algeri. Il confine algerino-tunisino è stato teatro negli ultimi mesi di numerosi attentati terroristici, bloccati per la gran parte dai servizi di sicurezza algerini. Nella notte tra il 4 e il 5 febbraio scorsi si è svolto un tentativo di attacco ad una caserma algerina a Jebel Boudoukhane provincia del Khenchela, nei pressi del confine tunisino.  L’attacco alla caserma è avvenuto in un clima di tensione in Tunisia e nell’intera regione del Sahel.  Secondo alcuni analisti l’attacco aveva il fine di “pubblicizzare” i movimenti  e cercare di ottenere armi per gli altri gruppi che operano nel Sahel.

Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) ha diverse gruppi che operano in differenti parti del Paese. Il fallito attentato contro la caserma di Jebel Boudoukhane è stato condotto dal ramo orientale di Aqim, il cui capo è Abdelmalek Droukdal, alias Abou Abdelwadoud Mossaab. La caserma in questione è un avamposto per le forze regolari algerine nella lotta contro i gruppi islamici presenti nelle regioni orientali dell’Algeria.

La lotta è diventata più confusa e complicata da quando il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (Gspc) giurò fedeltà ad al-Qaeda e cambiò il suo nome in al-Qaeda nel Maghreb Islamico. 

Inoltre, la situazione della sicurezza nella vicina Tunisia è diventata precaria con l’aumento della presenza islamista e con l’escalation di violenza sfociata nell’assassinio del leader dell’opposizione e di sinistra laica Chokri Belaid. Le stazioni di polizia sono state attaccate e gli uffici di Ennahda, che detiene la maggioranza parlamentare, sono stati saccheggiati. La situazione in Tunisia può prendere una svolta drammatica, fatto che preoccupa i servizi di sicurezza nella vicina Libia e in Algeria.

Il legame tra i gruppi algerini e tunisini e il fatto che essi abbiano condiviso una serie di attività ed esperienze hanno fatto sì che le forze di sicurezza algerine aumentino il loro livello di vigilanza per affrontare due situazioni distinte: la minaccia del terrorismo e la minaccia rappresentata dalle armi e dai trafficanti di droga, che minacciano la regione che si trova a est dell’Algeria.

L’Algeria sta monitorando le installazioni vitali del Paese e sta cercando di impedire infiltrazioni terroristiche dalla Tunisia, da cui i terroristi cercano di sfuggire ai servizi di sicurezza. Vi è un elevato rischio criminale in Algeria: alle minacce terroristiche si aggiungono i trafficanti di armi ed emergenti reti criminali. Contenere il traffico di armi da sud, così come dalla Tunisia e dalla Libia, è di fondamentale importanza e richiede che i militari abbiano una migliore intelligence per contrastare futuri attacchi.

Da quando gli eventi sono precipitati in Libia, il triangolo compreso tra El-Oued, Tebessa e Khenchela è diventato il luogo in cui vari gruppi armati cercano rifugio dalle unità dell’esercito poste al loro inseguimento. Si tratta di un’esperienza maturata da entrambe le parti dal lungo periodo di lotta degli anni Novantal che sembrano prepotentemente riaffacciarsi.