REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. Rimane un segreto la cooperazione militare con l’Egitto

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La rivitalizzazione della cooperazione militare bilaterale tra Egitto e Repubblica Democratica del Congo è stata recentemente al centro di un incontro tra il presidente congolese Félix Tshisekedi e una delegazione di ufficiali generali egiziani. 

La cooperazione militare tra i due paesi, riporta il sito francese Cavie, è variegata.

Il gruppo di generali dell’esercito egiziano ricevuti al Palais de la Nation di Kinshasa il 28 ottobre 2020 hanno portato un messaggio del presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi alla sua controparte congolese.

In una dichiarazione alla stampa, il capo della delegazione generale Mohamed Hegazy, ha affermato che «l’Egitto è un partner tradizionale della Repubblica Democratica del Congo», sebbene si sia astenuto dal fornire maggiori dettagli sul tipo di collaborazione militare, che resta comunque un mistero.

L’Egitto è la prima potenza militare africana con 920.000 uomini e 11.700 carri armati. Dispone di enormi risorse per sostenere la trasformazione delle forze di sicurezza nella Repubblica Democratica del Congo. Le Fardc, forze armate della RdC, secondo uno studio di Global Fire Power, sono classificate all’ottavo posto in Africa e al 71esimo al mondo secondo l’Index 2020.

Questa classifica si basa su 50 criteri, tra cui il numero di personale militare attivo, la forza navale, la disponibilità di carburante per le operazioni militari, il numero di caccia, il budget dedicato alla difesa e la flessibilità logistica.

A luglio, Tshisekedi, ha effettuato un grande ma cauto rimpasto all’interno dell’esercito. La notizia più significativa che emerge dalle numerose modifiche apportate dal presidente congolese all’apparato militare era stata la rimozione del generale John Numbi.

Fino ad allora l’ispettore generale delle Fardc, le forze armate congolesi, questo confidente di Joseph Kabila era stato posto sotto sanzioni americane ed europee dal 2016.

In particolare, Numbi è sospettato di aver avuto un ruolo nell’omicidio del difensore dei diritti umani Floribert Chebeya, ex presidente dell’Ong La Voix des sans voix, e del suo autista Fidèle Bazana.

Lucia Giannini