REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. La tassa sui telefonini rischia di minare la libertà di informazione

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Nel settembre 2020 il governo congolese, attraverso il ministro delle Poste, delle Telecomunicazioni e delle nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, ha annunciato l’istituzione del Mobile Device Registry, Ram. Nell’annuncio, il Ministero ha espresso grande fiducia nel fatto che il registro sarà uno strumento essenziale per la protezione degli utenti congolesi dei dispositivi mobili.

Secondo il nuovo accordo, tutti i dispositivi mobili sul territorio congolese devono pagare un canone mensile che va dall’equivalente di 0,17 dollari per i dispositivi 2G a più di 1,17 dollari per i dispositivi 3G e 4G per un periodo di sei mesi, riporta Globalvoices.

Secondo il sito del portale dati, il numero di connessioni mobili nella Repubblica Democratica del Congo è cresciuto di quasi un milione tra il 2019 e il 2020. Le organizzazioni della società civile hanno espresso il timore di vedere questa tendenza invertita a causa dell’implementazione di questa nuova tassa sui dispositivi mobili nel Paese.

«Questo decreto aggiunge così una sesta tassa a beneficio dell’Autorità di regolamentazione delle Poste e Telecomunicazioni del Congo alle altre cinque che già applica agli operatori del suo settore», ha dichiarato l’organizzazione no-profit Rudi International in un comunicato di condanna della Ram.

Il Gsma, organizzazione internazionale che rappresenta gli interessi delle compagnie di telefonia mobile, aveva proposto al governo, attraverso il ministro responsabile delle Nuove Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni, un sistema gratuito che non avrebbe avuto alcun impatto sul costo dell’utilizzo di un dispositivo mobile nella Repubblica Democratica del Congo.

Gsma ha addirittura presentato al governo congolese metodi di finanziamento alternativi basati sui modelli adottati in altri Paesi subsahariani, che utilizzano una combinazione di regolamentazione e un quadro giuridico per prevenire la falsificazione e la vendita di dispositivi mobili rubati o contraffatti.

Il Collectif 24 ha anche detto che una tassa sui dispositivi mobili colpirebbe la libertà di espressione e il diritto di accesso all’informazione: «L’attuazione di questa nuova tassa non farà altro che ridurre il numero di utenti delle telecomunicazioni nella Repubblica Democratica del Congo e rafforzare il divario digitale (…) In effetti, l’accesso ai servizi di telecomunicazione diventerà sempre più costoso per i cittadini pacifici già colpiti dall’attuale crisi economica. L’implementazione di questo servizio avrà un impatto negativo sugli operatori di telefonia mobile, in quanto il loro fatturato diminuirà significativamente con la riduzione del numero di abbonati. Il settore è destinato a ristagnare, in particolare con la riduzione degli investimenti. Ciò avrà un impatto negativo sul Pil nazionale».

Tommaso Dal Passo