REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. Cinquanta morti dopo un attacco dei miliziani contro l’esercito

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Nell’ovest della Repubblica Democratica del Congo, le milizie Mobondo hanno attaccato le postazioni dell’esercito nel villaggio di Kinsele. Le autorità riferiscono di un bilancio di circa cinquanta morti, tra cui 42 miliziani, negli scontri con l’esercito.

Persistono tensioni intercomunitarie nel territorio di Kwamouth a Maï-Ndombe, nell’ovest della Repubblica Democratica del Congo.

I miliziani, descritti come membri della comunità Yaka, hanno tentato per la prima volta un attacco venerdì prima di essere sconfitti dall’esercito. Sono tornati con i rinforzi sabato all’alba, ma erano scarsamente equipaggiati contro l’esercito.

“Sembra che la milizia Mobondo abbia attaccato la popolazione Teke”, ha detto David Bisaka, deputato provinciale di Maï-Ndombe, al corrispondente di RFI nel Paese.

Ha aggiunto: “Facciamo fatica a capire come queste persone, civili come sono, con machete, bastoni e calibro 12, si siano organizzate per attaccare i soldati ben armati…Devono aver formato un movimento ribelle”. I miliziani accusano le forze governative di schierarsi con i Teke.

In risposta a queste accuse, un alto ufficiale dell’esercito ha rifiutato fermamente di identificare i gruppi etnici, affermando che contano solo la protezione dei civili e il ripristino dell’autorità statale.

All’inizio di aprile, i leader tradizionali e i capi delle milizie della Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno firmato un accordo con il governo, alla presenza del presidente Félix Tshisekedi, per la cessazione delle ostilità.

“L’ascia di guerra è stata sepolta”, ha detto a RFI Stanys Libi, il capo del vicino villaggio di Kimomo. “Perché i miliziani si stanno ribellando per prendere le armi e attaccare le forze governative proprio adesso?”, ha chiesto.

Ricordiamo che in Repubblica Democratica del Congo si registra anche la presenza di ISIS in Beni, e Ituri. La presenza di milizie dunque non è nuova nella regione ma ultimamente la situazione si sta acuendo e se la consegna delle armi vede in RDC un accordo adempiente non si può parlare di rispetto degli accordi per i miliziani vicino a ISIS. 

Lucia Giannini

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