REPUBBLICA CENTRAFRICANA. Attacchi nelle zone di confine: sono i ribelli legati alle RSF sudanesi

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Nella città di Am Dafock, al confine tra la Repubblica Centrafricana e il Sudan, all’alba del 30 giugno, i ribelli hanno lanciato un attacco coordinato, prendendo di mira le posizioni occupate dalle Forze Armate Centrafricane (FACA), da combattenti russi loro alleati e dalla missione ONU MINUSCA. Gli scontri sono stati intensi e sono durati più di tre ore, respinta solo dai raid aerei russi. Qui emerge il presunto collegamento con il comandante delle Forze di Supporto Rapido (RSF) sudanesi, Mohamed Hamdan Hemeti Dagalo, mentre la guerra in Sudan continua a estendersi oltre i confini e a influenzare le dinamiche di sicurezza negli stati limitrofi.

Am-Dafock è una città di confine nel nord-est della Repubblica Centrafricana (CAR), che ha cambiato più volte controllo durante i conflitti passati. Secondo The Africa Report, l’assalto è stato condotto da una nuova coalizione ribelle, l’Alleanza per la Rinascita Patriottica -Fronte Popolare per la Rinascita della Repubblica Centrafricana (FPRC)-, i cui leader includono Noureddine Adam, ex vicecomandante di Seleka, e che sarebbe legata proprio a figure vicino a Hemeti. La neonata alleanza si inserisce nel contesto della persistente instabilità regionale legata alla guerra in Sudan e dell’attività transfrontaliera di gruppi armati che operano tra la CAR e il Sudan. Am Dafock riveste un’importanza strategica in quanto si trova sul corridoio RN8 e funge da via di collegamento fondamentale tra l’aeroporto di Birao nella Repubblica Centrafricana e la regione del Darfur in Sudan, un’importante via di rifornimento utilizzata dagli Emirati Arabi Uniti per armare le RSF. L’area sul lato sudanese del confine è da tempo sotto l’influenza/controllo del Corpo d’Armata Russo in Africa.

L’FPRC è un gruppo ribelle regionale che mira a creare uno stato indipendente e a separarsi dalla CAR. Nel 2015 il gruppo, nato l’anno prima, proclamò la Repubblica di Logone, rivendicando gran parte della CAR settentrionale, dove vive una consistente minoranza musulmana, mentre la maggior parte del paese pratica il cristianesimo. Tuttavia, con il supporto dell’ex Compagnia militare privata Wagner, nel 2021 le FACA sono riuscite a riconquistare entro il 2023 i territori di alcune prefetture dove FPRC era attivo, riprendendo il controllo di tutte le principali città di queste aree e respingendolo nelle giungle e nelle zone di confine scarsamente popolate con il Ciad e il Sudan, che utilizza come basi. Inoltre, FPRC e il suo leader, Noureddine Adam, hanno combattuto con le RSF durante i primi giorni della guerra civile in Sudan, rimanendo feriti durante la battaglia di Nyala nel 2023.

L’assalto ad Am Dafok è stato orchestrato da un gruppo militante di recente formazione che ha utilizzato propaganda generata dall’intelligenza artificiale, ha dichiarato a Sputnik Africa Dmitri Sytyi, direttore della Casa Russa a Bangui. Il movimento, presumibilmente finanziato dall’ex parlamentare della Repubblica Centrafricana in esilio Karim Meckassoua, con possibili consigli tattici dalla Francia, mirava a seminare il panico e a generare pubblicità, piuttosto che a perseguire un chiaro programma politico, ha osservato. Sytyi ha poi sottolineato che a seguito di un attacco aereo guidato da specialisti russi, i militanti sono fuggiti in massa verso la parte sudanese della città, confermando la riconquista il 1° luglio ed aggiungendo che le truppe della Repubblica Centrafricana e gli istruttori russi stanno rafforzando il controllo dell’area e mettendo in sicurezza le vie di comunicazione principali per prevenire ulteriori incursioni transfrontaliere. 

Invece, il giornalista francese Thomas Dietrich, noto per le sue posizioni molto critiche verso l’influenza francese in Africa, aveva affermato in precedenza che la Francia stava preparando un’azione militare per rovesciare il presidente della CAR Faustin-Archange Touadéra, presumibilmente con il supporto di milizie ciadiane lealiste, gruppi ribelli con base nella CAR ed elementi delle Forze Armate sudanesi. Dietirich sostiene che Parigi sta cercando di sfruttare la debolezza della Russia e riaffermare la propria influenza a Bangui.

Il gruppo ribelle aveva annunciato anche che il prossimo attacco sarebbe stato a Birao, capoluogo della prefettura di Vakaga e importante roccaforte delle FACA e dell’Africa Corps. Infatti, il FRPC ha tentato di avanzare verso la città lungo la RN8 ma le FACA, i russi, e altri gruppi stranieri hanno opposto resistenza con elicotteri delle FACA che hanno attaccato posizioni in Sudan lungo il confine, prendendo di mira sacche di resistenza dell’FPRC. Il gruppo avrebbe anche catturato un veicolo da combattimento per la fanteria “Ratel IFV” 6×6 sudafricano, appartenente alle forze di pace delle Nazioni Unite.

Il 5 luglio gli specialisti russi hanno affermato che si sono concluse le operazioni di “bonifica” nella città di Am Dafok. L’operazione ha permesso di eliminare i combattenti sudanesi e ciadiani che non erano riusciti a fuggire dalla città. Mercenari russi si sono fatti fotografare davanti alla sede della gendarmeria locale. Inoltre, si è svolta una manifestazione a Bangui a sostegno dell’esercito in seguito agli attacchi. “Vogliamo la pace in tutto il territorio dell’Africa centrale”, ha dichiarato una manifestante. Secondo uno degli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato mogli di soldati e parenti delle vittime di Am Dafok.

Africa Intelligence riporta che il presidente della Repubblica Centrafricana Touadéra è stato invitato ad Abu Dhabi, poiché Bangui cerca di ridurre la dipendenza da Mosca. Secondo il rapporto, gli Emirati Arabi Uniti offrono garanzie di sicurezza e supporto militare in cambio di un ruolo più diretto delle FACA nel conflitto sudanese a fianco delle RSF.

Da ultimo, alcuni account sulla socialsfera riportano che stanno emergendo notizie di una possibile ricomparsa del famigerato Esercito di Resistenza del Signore (LRA) guidato da Joseph Kony nella Riserva Naturale di Chinko, nel sud-est della CAR. Nella zona sono stati registrati numerosi episodi di scomparsa e presunti rapimenti di giovani uomini e ragazzi.

Paolo Romano 

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