REGNO UNITO. La Scozia ‘dice no’ alla Brexit e chiede l’indipendenza per rientrare in Europa

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La Brexit è stata una questione dibattuta a lungo ed è sfociata nell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea a fine 2020. La Scozia però si era opposta alla decisione già la prima volta nel 2016, votando contro l’uscita e, come riporta The London Economic, la discussione ha ripreso vigore.

La volontà scozzese è quella di rientrare in Europa, ma potrebbe farlo solo diventando indipendente. In questi giorni è tornato in auge il tema di indire un referendum, già per la fine del 2021, per chiedere al popolo di scegliere il destino del Paese. Lo ha ribadito anche Ian Blackford, il leader del Partito Nazionale Scozzese (SNP), dichiarando: «La chiave sarebbe mettere in atto circostanze che consentano di svolgere un voto per chiedere l’indipendenza della Scozia. Voglio che il referendum si svolga il prima possibile. È nell’interesse di tutti. Ma ovviamente dobbiamo portare a termine le elezioni, assicurarci che l’SNP venga nuovamente eletto al governo e rafforzare il mandato per un referendum. C’è un disegno di legge che verrà pubblicato nelle prossime settimane e che potrà essere approvato una volta che saremo oltre le elezioni».

In questo momento, con il mondo sconvolto dalle crescenti morti causate dal Covid-19, la priorità per il Paese deve essere quella di porre fine alla pandemia, come ha chiarito il leder scozzese: «La prima priorità del governo è affrontare la crisi Covid. Si tratta di mantenere le persone al sicuro, di accelerare il programma vaccinale e togliere le misure del blocco quando sarà possibile. Ma lo facciamo sulla base dei dati, delle prove e sulla base della sicurezza delle persone. Quando la situazione permetterà di fare il referendum in sicurezza lo faremo».

Il segretario della Costituzione scozzese Mike Russell ha parlato di un periodo di sei mesi una volta che la legislazione sarà in vigore, che potrebbe essere a giugno, quindi potrebbe essere il caso di affrontare un referendum già alla fine del 2021: «Ma la cosa fondamentale è mettere in atto le circostanze che consentano che ciò accada e che ci sia un dibattito inclusivo in Scozia in modo da sapere in che tipo di paese gli scozzesi vogliano vivere».

Blackford ha poi avvertito il primo Ministro Boris Johnson che non potrà più essere un ostacolo alla democrazia nel caso in cui l’SNP dovesse ottenere la maggioranza dei voti alle elezioni del Parlamento scozzese, che si svolgeranno a maggio: «La democrazia deve prevalere. In Scozia la sovranità spetta al popolo. Non c’è mai stata una situazione in Scozia in cui la sovranità fosse di Westminster.

È rimasta al Parlamento e si può fare riferimento alla Dichiarazione di Arbroath, alla rivendicazione del diritto e a tutto quello che è successo intorno ad essa, che dimostra che alla fine spetta al popolo scegliere il proprio futuro. Boris Johnson o chiunque altro nel partito Tory non possono opporsi alla volontà del popolo scozzese di vedere la loro sovranità attuata, di avere quel dibattito e decidere se vogliano essere indipendenti oppure no. Se dovessimo vincere le elezioni lo permetteremo, sostenendo i colleghi del governo di Edimburgo per assicurarci di ottenere ciò per cui hanno votato gli scozzesi».

Il governo del Regno Unito si è sempre opposto allo svolgimento di un altro referendum sull’indipendenza, sette anni dopo l’ultimo, anche se l’SNP dovesse ottenere la maggioranza alle elezioni previste per maggio 2021.

Nonostante la Brexit e la non-indipendenza, la Scozia sta continuando a ribadire la sua volontà di non allontanarsi dall’Europa, approvando leggi come quella sulla continuità dell’Ue.

Il primo Ministro scozzese Nicola Sturgeon ha riconosciuto le difficoltà che ruotano attorno al dibattito sull’indipendenza, ma ha ribadito l’importanza per essa di continuare ad intrattenere relazioni con tutti i livelli delle istituzioni europee: «Vorrei che avessimo una cultura politica che riconoscesse che ciò è normale e che, in effetti, l’unico modo per il governo scozzese di gestire efficacemente le sue competenze devolute è impegnarsi con gli altri a livello europeo».

Coraline Gangai