REGNO UNITO. Il governo di Sua Maestà alla ricerca di stabilità politica ed economica

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Andy Burnham il nuovo premier britannico, ha promesso che il suo governo sarebbe stato un “punto di svolta” e avrebbe portato i “più grandi cambiamenti” in Gran Bretagna degli ultimi 40 anni.

Il nuovo primo Ministro ha pronunciato il suo primo discorso a Downing Street, in cui ha affermato che avrebbe riportato “i beni di prima necessità sotto un maggiore controllo pubblico” per renderli più accessibili ai cittadini e porre fine al fenomeno dei senzatetto, riporta The Independent.

“Presto varcherò quella porta alle mie spalle e impartirò il mio primo ordine: porre fine al fenomeno dei senzatetto nel nostro Paese”, ha dichiarato.

Concludendo il discorso, ha aggiunto: “Farò del mio meglio e vi chiedo di unirvi a me. Costruiamo un nuovo senso nazionale di unità, di scopo comune e di positività”.

Burnham è diventato primo Ministro a mezzogiorno, dopo aver “baciato la mano” a Re Carlo, la cerimonia privata con cui ha accettato l’invito a formare un governo. Questa settimana lancerà anche una serie di riforme politiche, tra cui l’abolizione del controverso sistema di identità digitale di Keir Starmer e, a quanto pare, l’apertura a maggiori trivellazioni petrolifere e di gas nel Mare del Nord.

Il leader dei cattolici in Inghilterra e Galles, l’arcivescovo Richard Moth,  ha assicurato ad Andy Burnham, figura che ha spesso sottolineato l’influenza della dottrina sociale cattolica sulla sua politica, il suo sostegno spirituale e le sue preghiere nell’affrontare “molte sfide”. Burnham, cresciuto nella fede cattolica, si è definito nel corso degli anni “non particolarmente religioso”, ma ha anche parlato dei “valori e delle solide basi” che la sua educazione cattolica gli ha fornito, avendo anche mandato i propri figli in scuole cattoliche.

Sebbene l’ex sindaco della Greater Manchester sia stato descritto come il primo cattolico a entrare a Downing Street come primo Ministro, il diritto canonico stabilisce che questo primato spetta in realtà a Boris Johnson. Il leader conservatore è stato battezzato nella fede cattolica e poi cresimato come anglicano da adolescente, ma secondo il diritto canonico una volta che una persona è validamente battezzata nella Chiesa cattolica, rimane tale per tutta la vita, anche se smette di praticare o abbraccia un’altra religione. Tony Blair si è convertito al cattolicesimo, ma solo dopo aver lasciato Downing Street, e la maggior parte dei primi ministri britannici nel corso degli anni sono stati anglicani.

Parlando sui gradini di Downing Street, Andy Burnham ha affermato di essere “profondamente consapevole” di essere “la sesta persona negli ultimi dieci anni a percorrere questa strada”. Il ricambio dei primi ministri britannici è stato notevolmente più rapido dal 2016, con una media di circa due anni. Il mandato più breve è stato quello di Liz Truss, con un record di 49 giorni.

A titolo di confronto, la durata media del mandato dei sei primi ministri precedenti a Theresa May, da James Callaghan a David Cameron, è stata di quasi sette anni. Riflettendo su questo, Burnham ha affermato: “È necessario che la mia generazione di politici alzi il livello e si impegni per affrontare la nuova sfida.

La Gran Bretagna deve dimostrare al mondo che possiamo ritrovare la nostra stabilità, e questa è la nostra sfida: far funzionare la politica, farla funzionare meglio. So che i cittadini a casa sono stanchi della politica”.

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Maddalena Ingroia