REGNO UNITO. I laser di Sua Maestà

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Il Cancelliere britannico Rachel Reeves ha confermato ulteriori 2,2 miliardi di sterline in finanziamenti per la Difesa per il prossimo anno finanziario, definendo la misura un “acconto” sul piano del governo di aumentare la spesa per la difesa al 2,5% del PIL entro il 2027.

L’iniezione di liquidità è stata annunciata in un contesto di maggiori restrizioni alla spesa pubblica e di crescenti costi di finanziamento globali.

Il Tesoro afferma che il denaro è nuovo e non correlato all’aumento di 6,4 miliardi di sterline precedentemente delineato dal primo ministro Keir Starmer a febbraio. Saranno utilizzati per finanziare lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie avanzate nelle forze armate del Regno Unito, con particolare attenzione alle armi a energia diretta e all’intelligenza artificiale.

Il fulcro dell’annuncio del finanziamento è l’ampliamento dell’impiego dell’arma a energia laser DragonFire nel Regno Unito. Il Ministero della Difesa si era precedentemente impegnato a installare il sistema su una nave della Royal Navy entro il 2027, ma il nuovo finanziamento consentirà di installarlo su quattro navi nello stesso lasso di tempo.

Sviluppato dal Laboratorio di Scienza e Tecnologia della Difesa (Dstl) in collaborazione con MBDA, Leonardo e QinetiQ, il sistema DragonFire è un laser ad alta precisione in grado di distruggere UAV e altri bersagli aerei a distanze significative. Secondo quanto riferito, l’arma può colpire una moneta da 1 sterlina a una distanza di un chilometro e colpire un UAV fino a cinque chilometri di distanza.

I funzionari sottolineano il rapporto costo-efficacia del sistema, con ogni scatto che costa meno di 10 sterline. Si dice che un flash di 10 secondi consumi la stessa energia di un riscaldatore domestico acceso per un’ora. Il sistema offre il potenziale per un’alternativa sostenibile e a basso costo ai tradizionali intercettori missilistici per determinate missioni.

DragonFire ha già dimostrato la sua capacità di ingaggiare bersagli aerei a distanza militare. L’Esercito e la Royal Navy stanno valutando la tecnologia per le future missioni di difesa aerea.

Luigi Medici 

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