
Il Royal United Services Institute, RUSI, ha fatto una stima di quante munizioni gli Stati Uniti, Israele e i loro alleati abbiano consumato in 25 giorni di operazioni. I dati sono aggiornati al 24 marzo.
Missili impiegati per colpire le retrovie tattiche, operative e strategiche (solo Stati Uniti):
▪912 JASSM;
▪535 Tomahawk;
▪320 ATACM + PrSM.
Totale: 1767
Questo dato non include bombe aeree e missili specializzati come l’AGM-88 HARM anti-radar.
Strumenti di difesa aerea impiegati:
▪1285 PAC-3 per il sistema Patriot;
▪563 Tamir per il sistema “Dome”;
▪431 SM-2/3/6 per il sistema AEGIS;
▪402 PAC-2 per il sistema Patriot;
▪198 THAAD (USA);
▪135 “David’s Sling”;
▪122 Arrow-2/3 (Israele);
▪120 THAAD (alleati);
▪117 PAC-2/3 (Arabia Saudita);
▪53 Aster (Qatar);
▪22 THAAD (Israele).
Totale: 3448
L’Iran ha lanciato 1300 missili balistici e 3555 droni.
Secondo le regole, la spesa normale per intercettare i missili balistici è di 2 intercettori per ogni missile. Ovvero, con la spesa normale, avrebbero dovuto impiegarne 2600. Una spesa eccessiva di oltre 800 intercettori. A quanto pare, molti di questi sono stati impiegati per i missili “Shahid”, sebbene sia impossibile calcolarlo con precisione.
L’analisi del RUSI evidenzia tre categorie chiave che determinano la resilienza della coalizione:
▪ missili intercettori
▪ armi d’attacco a lungo raggio
▪ sistemi di sensori e controllo.
Da questi elementi dipende la protezione delle basi, la capacità della coalizione di colpire con rischi minimi e il mantenimento di un quadro coerente e chiaro della situazione operativa.
Le munizioni convenzionali sono ancora sufficienti, ma non possono sostituire l’efficace distruzione su larga scala delle minacce e non compensano la perdita di copertura radar, che rende l’intercettazione economicamente giustificabile.
Dato che l’Iran ha danneggiato almeno 12 radar e terminali satellitari americani e alleati, l’efficacia dell’intercettazione è diminuita significativamente. L’impiego di 10-11 intercettori per ogni missile balistico o di 8 missili Patriot per ogni drone sta diventando sproporzionato.
Gli Stati Uniti potrebbero esaurire le proprie scorte di missili ATACMS/PrSM per attacchi a obiettivi terrestri e di intercettori THAAD in circa un mese. Israele si trova in una situazione ancora più critica: è probabile che i suoi missili Arrow si esauriscano completamente entro la fine di marzo.
La guerra potrebbe continuare con altri tipi di munizioni, ma ciò significherebbe accettare un rischio molto più elevato per l’aviazione e un maggior numero di “sfondamenti” di missili e droni. È proprio il problema dei “depositi vuoti” che potrebbe spiegare perché Trump stia già parlando di “ridurre gradualmente” la guerra con l’Iran. Potrebbero volerci anni per rimpiazzare quanto speso in soli 16 giorni.
Sebbene l’industria della difesa produca ormai la maggior parte di queste munizioni, esse sono estremamente complesse e difficili da produrre su larga scala. Ad esempio, ci vorranno almeno 5 anni per ricostituire le scorte di oltre 500 missili da crociera Tomahawk già lanciati.
Luigi Medici
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/








