Pace fatta con M23

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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – Kinshasa 15/12/2013. Il governo congolese ha firmato un accordo di pace il 12 dicembre con i ribelli di M23.

La firma conclude la più grave rivolta in Congo dell’ultimo decennio, ma secondo gli analisti la regione rimane fragile, anche perché l’accordo non riguarda la situazione con altri gruppi armati. M23 era l’ultima incarnazione dei ribelli Tutsi guidati che hanno combattuto il governo del Congo nella regione orientale del paese, ricca di minerali, dal 1996, in un conflitto che ha causato la morte di milioni di persone. «Oggi il governo della RdC e M23 hanno rispettivamente firmato dichiarazioni che riflettono il consenso raggiunto durante il dialogo di Kampala sulle misure necessarie per porre fine alle attività armate della M23», recita il comunicato congiunto. Le due dichiarazioni, controfirmate a Nairobi da Yoweri Museveni presidente dell’Uganda e da Joyce Banda presidente del Malawi, comprendono 11 punti concordati dalle parti. Negli 11 punti rientra la decisione di M23 di porre fine alla ribellione e trasformarsi in un partito politico, l’amnistia ai membri di M23 solo per gli atti di guerra o per insurrezione e la smobilitazione dei suoi appartenenti. Vi fa parte anche un accordo sul rilascio dei detenuti dalle autorità del Congo e si prevede il ritorno degli sfollati; viene creato anche un comitato per gestire immobili e terreni confiscati rubati o distrutti. «Non c’è un’amnistia generale. Coloro che si presume abbiano commesso crimini nei termini del diritto internazionale, crimini di guerra o crimini contro l’umanità, non saranno reinseriti nella società», ha detto il portavoce del governo, Lambert Mende Congo, «Ci sarà giustizia e nessuna cieca amnistia. Che sia fatta giustizia qui in Congo o all’Aia, non importa», ha poi detto.