Cultura strozzata a Rafah

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STRISCIA DI GAZA – Gaza 29/09/2013. I rovesciamenti in Egitto e la complicata situazione mediorientale in genere, stanno facendo vittime anche tra gli studenti palestinesi.

Migliaia di studenti palestinesi sono bloccati a Gaza e non sono in grado di viaggiare alle loro università all’estero per frequentare i corsi,m rischiando così di perdere le borse di studio che hanno vinto. Il valico di Rafah e il contingentamento dei passaggi di fatto intrappolano studenti e speranze. Ce ne fa alcuni esempi al Monitor.

Yousef al- Jamal, ventitre anni, blogger, ha vinto una borsa di studio per un master in scienze politiche presso l’Università di Malaya in Malesia. Jamal è stato bloccato in Malesia a luglio poiché non gli era stato permesso di entrare in Egitto per andare a Gaza. Oggi, a Gaza, è di nuovo bloccato e rischia di perdere la borsa di studio, nonostante la comprensione dell’accademia malese che gli ha accordato una proroga per il rientro. Simile storia è quella di Shad Abu Salama, 22 anni, laureata in letteratura inglese, borsa di studio post-laurea a Istanbul.

Descrivendo la situazione al valico di Rafah, Abu Salama, anche lei blogger, afferma che: «Quello che ho visto al valico di Rafah era un’umiliazione: le persone si accalcano uno sopra l’altra, aspettando con impazienza di sentire qualche notizia che può far rivivere la speranza».

attesa al confine, viaggio e ritorno» commenta un altro studente. Prima di chiudere la frontiera a seguito degli attacchi contro i soldati egiziani nel deserto del Sinai, le autorità egiziane avevano consentito solo a 300 palestinesi al giorno di valicare il confine invece dei 1200 sotto il governo di Mohammed Morsi. Tuttavia, il passaggio è stato chiuso già tre volte.

Gli studenti palestinesi rischiano così di perdere il nuovo anno accademico; per Jamal la chiusura dei valichi di frontiera di Gaza e la restrizione del diritto alla libertà di movimento e di educazione, costituiscono una forma di punizione collettiva del popolo palestinese a Gaza .

«Tutti hanno il diritto di entrare e uscire dal loro paese senza ostacoli, ma questo concetto non è applicabile qui. La punizione collettiva non è accettabile. L’ occupazione israeliana è responsabile di questo stato, in primo luogo , perché è la responsabilità di Israele come potenza occupante di aver organizzato questo processo, poi viene l’Egitto, poi l’Anp, sia a Gaza che in Cisgiordania». Il 19 settembre, l’Egitto ha parzialmente aperto il valico di Rafah per due giorni, accettando una richiesta fatta da parte dell’Autorità Palestinese, per rispondere alle esigenze umanitarie dei palestinesi a Gaza, in particolare degli studenti dei malati.  Solo 100 palestinesi, però, sono stati autorizzati a passare.