Baghdad minaccia Istanbul e Doha

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IRAQ – Baghdad. 12/06/13. Si complica la situazione in Iraq. Secondo fonti riportate dal quotidiano on line  http://www.alrafidayn.com, sembra che alcuni paesi hanno iniziato ufficialmente a interferire negli affari interni dell’Iraq. Secondo il quotidiano, attraverso il supporto di uomini armati mescolati a gruppi religiosi di diverse confessioni e spie irachene si dà vita a una instabilità pilotata che avrebbe il suo supporto logistico in Mali. 

 

Il Qatar ha deciso, nel corso di un convegno organizzato di recente a Istanbul, il passaggio alla terza fase del programma per lo stato dell’Iraq. Piano che non piace al governo iracheno che attraverso il ministro della difesa, Saadoun al-Dulaimi, ha mandato un avvertimento al Qatar: smettere di interferire negli affari interni dell’Iraq e fermare i finanziamenti alle operazioni terroristiche che si svolgono con crescente intensità nelle città irachene. Il piano voluto dal Qatar metterebbe, secondo il quotidiano, in pericolo il Paese e non salverebbe l’Iraq e secondo le stesse fonti dovrebbe durare fino al 2018. 

Fonti del servizio di intelligence nazionale iracheno sostengono che è avvenuto un incontro segreto a Istanbul fra Turchia e Qatar. Secondo il rapporto, l’accordo turco-qatarino vuole abbandonare l’appoggio all’attuale governo iracheno e sostenere gruppi alternativi appoggiati dalla magistratura irachena. 

Le stesse fonti sostengono che i servizi di intelligence del Qatar e della Turchia hanno dato vita alla creazione di gruppi armati insieme ai fuoriusciti baathisti, in modo da non attendere la caduta del governo Maliki ma di crearla, sottolineando: che vi sono più di 170 baathisti e ex ufficiali ora a Doha e Ankara, pronti a creare un nuovo esercito, che resterà in attesa di ordini per penetrare in Iraq. L’obiettivo è quello di reclutare fedeli da unire a loro in tutte le province dell’Iraq. 

L’incontro di Ankara sarebbe avvenuto pochi giorni fa e avrebbe convenuto su diversi punti, in particolare l’attuazione del l’assassinio del primo ministro Nuri al-Maliki, in accordo con l’opposizione irachena. Nel frattempo le agenzie di intelligence della Turchia e del Qatar hanno nominato una commissione per sorvegliare il processo politico iracheno; tra i nomi che ricorrono nel rapporto riportato dal giornale quello di N. P Almhaal ufficiale iracheno che riparò in Arabia Saudita e si unì all’esercito saudita. Sempre secondo le fonti irachene gli attentati dei giorni scorsi a Baghdad sono solo delle prove per il nuovo processo politico iracheno.