Doha riforma il lavoro

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QATAR – Doha. 14/05/14. Il Qatar, ieri, ha fatto spere ai media che abolirà il suo sistema di sponsorizzazione. Il meccanismo criticato dalle organizzazioni internazionali per il lavoro è stato fortemente criticato ed è l’unico modo per entrare come straniero a lavorare nello Stato.

Nel mirino, soprattutto, le condizioni di lavoro, definite disumane. Il sistema kafala «sarà sostituito con un sistema basato sui contratti di lavoro», come parte di un pacchetto di riforme in materia di lavoro, fonte AFP.

Il governo prevede inoltre di aumentare le sanzioni per i datori di lavoro che confiscano i passaporti dei lavoratori migranti fino a QAR 50,000 (13.700 dollari) dai precedenti QAR 10.000, e sono state inasprite le pene per chi non paga in maniera congrua i lavoratori o non li mette in regola. Fonte Bloomberg.

Le riforme probabilmente avranno un capitolo dedicato al requisito della durata massima del contratto per i lavoratori stranieri, i quali potranno durante la durata del contratto, allontanarsi dal paese di origine solo se ottengono il consenso del datore di lavoro.

Secondo le nuove regole, i datori di lavoro non saranno più finanziariamente responsabili per i loro dipendenti. I media locali hanno aggiunto che i cambiamenti devono ancora essere approvati dal Consiglio Shoura del Qatar.

«L’attuale sistema di permessi di lavoro, che richiede il consenso dei datori di lavoro del dipendente per lasciare il paese, sarà ora sostituito con un sistema automatizzato gestito dal ministero degli interni», dice la nota.

Il trattamento del Qatar nei confronti della forza lavoro straniera è finito sotto i riflettori internazionali in vista del suo massiccio impiego in infrastrutture per la coppa del mondo nel 2022.

Esistono sistemi di sponsorizzazione per i lavoratori stranieri nella maggior parte dei paesi del Golfo, che impiegano milioni di stranieri, in particolare provenienti dall’Asia. Il sistema è stato fortemente criticato dai gruppi per i diritti umani che lo ha paragonato alla schiavitù moderna .

Nel mese di marzo, un’indagine International Trade Union Confederation (ITUC) ha affermato che i lavoratori stranieri in Qatar venivano tenuti in una «situazione di apartheid», dove vengono «trattati come animali» e costretti a vivere nello squallore. La relazione descrive lo stato del Golfo come un «paese senza una coscienza». Fonte Arabian News.