L’Iran e i peshmerga del PUK

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IRAQ – Tuz Kharmato 08/10/2014. Il 3 ottobre scorso, é comparsa una foto su social media curdi in cui comapre il capo degli agenti iraniani in Iraq, generale Ghassem Soleymani, con i combattenti peshmerga a Tuz Kharmato, vicino a Kirkuk nel nord dell’Iraq.

Essendo il comandate della gruppo Qods del Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Soleymani (al centro nella foto) non è certo il tipo che va in giro per il mondo; in precedenza lo avevano visto, assieme a dei miliziani sciiti nella città di Amerli, sul confine iracheno con l’Iran, dopo che questa milizia aveva sconfitto le forze delle Stato Islamico nella zona. I combattenti curdi di Tuz Kharmato fanno parte del partito “Unione Patriottica del Kurdistan” (Puk). Il Puk, fondato da Jalal Talabani, ha una lunga storia di rapporti con l’Iran.

Teheran ha sostenuto i combattenti del Puk fin dagli anni Settanta; nel decennio successivo il partito aveva basi in Iran. Durante la guerra civile kurda nel 1990, quando i Peshmerga Puk combatterono contro quelli del Partito Democratico del Kurdistan, l’Iran sostenne il Puk. Si tratta di uno strano connubio: il laico socialista Puk è valorialmente lontano dalla teocrazia iraniana che ha al suo interno problemi con i gruppi curdi. Ora però hanno un nuovo nemico comune: lo Stato islamico: Is è ferocemente anti-sciita e considera gli iraniani apostati. Per questo, Teheran sta radunando qualsiasi forza “amica” prima che Raqqa colpisca di nuovo.
I Peshmerga del Puk, oggi, controllano Kirkuk città ricca di petrolio, Khanaqin vicino al confine iraniano.
Ci sono già stati diversi incidenti di frontiera tra forze iraniane e militanti di Is. Le forze del Puk servono da cuscinetto tra l’Iran, sciita, e lo Stato islamico, sunnita. Gli iraniani sono fortemente coinvolti nella battaglia contro Stato islamico: le truppe irachene nell’area hanno in dotazione armi iraniane; aerei iraniani hanno bombardato i militanti sunniti; consiglieri iraniani sono con l’esercito iracheno e le milizie sciite. Soleymani potrebbe essere stato a Tuz Kharmato per aiutare la riconciliazione dei gruppi combattenti curdi con i miliziani sciiti: ci sono state, infatti, segnalazioni di sequestri di arabi sunniti e turcomanni nelle zone intorno ad Amerli e Tuz Kharmato. Miliziani sciiti, inoltre, avrebbero anche impedito ai Peshmerga di entrare ad Amerli.
Tuz Kharmato rientra nel comando Peshmerga del generale Abdulla Musla Boor, il “Leone nero”. Boor ha detto che è suo dovere proteggere gli innocenti a prescindere dalla setta o dall’etnia.
Boor ha poi detto che i gruppi sunniti moderati che già si oppongono allo Stato islamico hanno bisogno di più sostegno da parte dell’Occidente. Ma gli incidenti con le milizie sciite hanno complicato la situazione. La presenza del capo della forza Qods servirebbe proprio a ricomporre il fronte anti stato islamico.