Proteste anti Pechino a Taiwan

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TAIWAN – Taipei. Decine di migliaia di manifestanti dell’opposizione sono scesi in piazza a Taipei il 13 gennaio per protestare contro le politiche troppo amichevoli versoPechino del presidente Ma Ying-jeou, nella più grande manifestazione antigovernativa da quando è stato rieletto per un secondo mandato un anno fa.

I manifestanti hanno chiesto al presidente  e al primo ministro Sean Chen chiarimenti sui risultati economici poco brillanti dell’isola, che ha visto una crescita inferiore del 2 per cento nel 2012. Hanno anche chiesto che lo Stato blocchi l’acquisto di un noto quotidiano da parte di un consorzio ritenuto pro-Pechino; hanno, poi, chiesto la convocazione di una conferenza di tutti i partiti per discutere della sicurezza sociale di Taiwan e della riforma del sistema pensionistico. Gli organizzatori, il principale partito di opposizione, ha stimato che c’erano 150.000 persone, anche se, secondo altre fonti, il numero non superava le 50.000 unità. Secondo il governo, il riavvicinamento a Pechino serve a non restare isolati e a fare in modo che l’high tech di Taipei trovi mercati in grado di assorbirlo. I rapporti con Pechino restano la questione chiave nella politica di Taiwan. Ma i sostenitori dell’opposizione affermano che le politiche favorevoli a Pechino stanno gradualmente diminuendo il tasso di libertà democratica di Taiwan e aprendo de facto la strada per la perdita di indipendenza dell’isola. Il presidente Ma respinge le accuse, insistendo sul fatto che nessuna modifica allo status politico dell’isola è prevista.