Pontili privati per i porti brasiliani

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BRASILE – Rio de Janeiro. 10/07/13. Capitali privati per dare vita a nuovi terminali sul porto brasiliano di Rio de Janeiro. Il regolamento nuovo di zecca consente l’ingresso di capitali privati ​​per la costruzione di nuovi terminali, i quali, a loro volta, possono fornire servizi a coloro che desiderano importare ed esportare merci.

Precedentemente le aziende sono state costrette a utilizzare solo i servizi portuali pubblici, che, a causa del basso livello di investimenti e di scambi commerciali dinamismo estero, venivano saturati in breve tempo. L’unica alternativa per la vecchia legge prevista per le aziende che volevano “schivare” il sistema statale era quello di costruire i propri terminali. Una opzione è valida solo per le grandi aziende come Petrobras e Vale che, infatti, dispongono di pontili propri. Con la nuova legge in vigore, invece, il settore privato può investire nella costruzione di nuovi terminali. Il nuovo regolamento include la costruzione di 50 terminali privati ​​il ​​cui nome tecnico d’ora in poi sarà “Terminais uso esclusivo” o “PUT”. L’esecuzione di queste prime 50 opere richiederà investimenti di 11.000 milioni di reais (4.800 milioni di dollari). A questo numero si aggiungono altre 127 domande pervenute da parte dell’esecutivo, che sono in fase di analisi. Si spera in questo modo facilitare l’entrata e l’uscita delle merci da e per il Brasile, riducendo i costi e aumentando la produttività dell’apparato industriale locale.

Una delle grandi sfide del Brasile è infatti quella di ridurre il cosiddetto “costo Brasile”. Si tratta di una somma di costi aggiuntivi che le imprese locali devono assorbire e che alla fine finiscono per ostacolare l’inserimento di prodotti brasiliani e servizi nel mercato internazionale. Le variabili “Brasile costi” comprendono le risorse fiscali, burocratici, legali, infrastrutturali, finanziarie, istituzionali, logistiche e umane. Questa nuova legge cerca di attaccare direttamente solo una componente del “costo Brasile”. La logistica che per il 95% del commercio estero del paese si svolge attraverso i porti così in caso di successo di questa iniziativa dovrebbe avere un impatto positivo sulla competitività dell’economia locale.